Intervista a Alessandro Fumagalli

Il designer della linea Furla Uomo e il suo mondo in stile

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Intervista

Alessandro Fumagalli disegna la linea Furla Uomo, alla sua quarta collezione. "La prima è stata una sfida, il marchio uomo non esisteva, poi è diventato un vero e proprio brand". Ci facciamo raccontare come lavora, cosa osserva e dove trae spunto per lo stile. Parla e gesticola vistosamente, una pelliccetta avvolge il suo collo e le mani disegnano linee sul tavolo. Elegante e distinto, un caffè per riprendersi dai ritmi frenetici della Milan Fashion Week. Racconta.

Come avviene la tua ricerca e quali sono le tue fonti d'ispirazione?
"Viaggio molto, partecipo a fiere di settore, frequento i portali delle altre case di moda, per cercare spunti e confrontarmi, ma soprattutto analizzo quello che io chiamo il lusso della strada: quell'underground e quel tocco metropolitano su cui poi mi baso per creare. La moda è fatta per la strada, ma ruba dalla strada: lo showroom globale è il marciapiede!"

Com'è l'uomo Furla?

"Dandy e moderno, sceglie il vintage, si alimenta di ricordi, ama una pelletteria d'alta gamma".

Raccontaci la collezione maschile per Autunno/Inverno.
"Si dà spazio alla modelleria classica dell'uomo formale, come in un novello salotto dandy, con materiali non convenzionali, sofisticati direi. Il baby struzzo, ovvero l'emù, è protagonista in questo ambito. Sull'altro fronte la visione è design oriented e si punta sul vitello lavorato con mano incerata, per un mood sportivo con un tocco '70 style: un verde muschio con dettagli marroni, declinato in nylon imbottito".

Milano è di moda?

"È l'unica realtà metropolitana in Italia, un centro di scambi, di ingresso e uscita di persone che portano il loro stile. Manca però la capacità di vedere la diversità come stimolo, troppo spesso fa paura e non si coglie la sfida".

I luoghi della notte che ami?

"Plastic su tutti: per me è un momento di ricerca, studio gli otufit, stesso discorso per il Mono. Amo anche il Fashion Café, circolano tante belle idee".

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