Intervista a Alberto Fortis

Aspettando il concerto del cantautore milanese il 9 giugno al Papaya Beach Club

Alberto Fortis resta uno dei cantautori più raffinati del panorama musicale italiano. Il suo tour parte il 9 giugno dal Papaya Beach Club di Milano. E' seduto di fronte a me in un bar del centro di Milano. Il sole picchia forte. Lui sorseggia un cappuccino mentre io mi rinfresco con un crodino. Inizia una piacevole chiacchierata mentre mi colpiscono alcune sue parole scritte nel libretto del suo nuovo album "In viaggio", una raccolta di successi e nuove canzoni.

Fortis, come la reputi questa tappa a Music Farm?
"L'esperienza di Music Farm è stata davvero una riscoperta. Sono felicissimo di averla fatta perché mi ha riallacciato al grande pubblico. Sto ricevendo e-mail sul mio sito di sedicenni e diciassettenni. La musica autentica non ha bisogno di letture generazionali".

Perché il pubblico italiano dimentica spesso i cantautori perspicaci come te?
"Non è colpa del pubblico, è cambiato il modo di fruire la musica. Nell'epoca post-web, sono mutate le modalità. E' anche tempo che ci adattiamo a queste nuove correnti".

Perché si stanno rivalutando gli anni ottanta, quel decennio in cui ti sei affermato artisticamente?
"Tutto sommato sono stati degli anni zeppi di creatività. La musica è un antenna che registra gli umori collettivi. In quel decennio c'è stato un senso collettivo molto forte e questo si è riversato nelle canzoni di quel periodo. Sono d'accordo in parte con quello che diceva Sting. Con la fine degli anni ottanta, è andata scemando la creatività".

Il tuo primo successo, " Milano e Vincenzo", metteva a confronto una città arrogante con un essere umano che si sentiva spaesato nell'immensità metropolitana. E' cambiato qualcosa? Nel settore discografico?
"Credo sia cambiato ben poco. Ho vissuto gli alti e bassi di questa città. Ci sono segnali di una città vuole tornare a pulsare, dopo il torpore degli anni novanta. Per quanto riguarda i discografici, non bisogna sempre attaccarli nel senso che adesso si vive un periodo molto delicato. Internet ha cambiato tutto e quindi si rischia di meno. Nonostante il pubblico sia stordito da diversi tipi di musica, io credo che il pubblico riesca ancora a distinguere i prodotti di qualità.

Parliamo di "In viaggio",  che assembla tuoi successi ed inediti, ma anche cover. Perché hai scelto Baglioni e Battisti?
"In questo album convivono tre sorgenti. Alcuni miei hit, che ho lasciato in versione originali, altri rivisitati e canzoni nuove. Per la prima volta nella mia discografia, ho affrontato canzoni di altri. Emozioni di Battisti è una di quelle canzoni che appartengono alla mia vita. Penso invece che Con tutto l'amore che posso di Baglioni sia una delle sue ballate più belle. Si accenna ad una storia, sul cui finale ci sono delle incertezze, raccontata sullo sfondo di Roma in movimento".

Finalmente ritorni dal vivo...
"Il battesimo del mio nuovo tour è il 9 giugno al Papaya Beach Club. Sarà un concerto molto particolare. Non vi anticipo niente ma vi aspetto". 

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