Il bizzarro e il grottesco in Bosch e Goya

Analisi dei mali della società attraverso la rappresentazione del fantastico

IL GROTTESCO DI BOSCH - Il celebre pittore fiammingo Hieronymus van Aeken (1450-1516 circa), in arte Bosch, impregna la sua opera di figure grottesche, mostruose e allucinanti. Raffigurazioni assurde di uomini e animali, talvolta incrociati anche con oggetti e utensili, che suscitano stupore. L'incertezza caratterizza la vita e l'opera di Bosch, è però probabile che le sue produzioni artistiche non siano bizzarrie fantastiche gratuite, ma rappresentazioni simboliche di episodi religiosi, proverbi, credenze di cui oggi non è per noi facile la comprensione.

IL BIZZARRO DI GOYA - Francisco de Goya (1746 – 1828), specialmente nei Capricci, allude ad una giocosa fantasia, facendo riferimento all'area culturale propria di Tiepolo e Canaletto. Soggetti bizzarri che potrebbero appartenere pure ad incubi contemporanei, non molto distanti dalle nefandezze a cui assistiamo muti ogni giorno. Una maniera di fare luce, sia artisticamente con riferimenti caravaggeschi e rembrandtiani per esaltare la vita, sia  moralmente evidenziando vezzi, vizi, asinerie, superstizioni, brutture e scempi del '700 spagnolo. Ma come ogni posto è paese, così ogni tempo ritorna e nulla vi è di nuovo nei costumi morali dell'umanità.

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