Fuori Porta

Nessun dorma: Milano e il Wi-Fi

L'Expo 2015 è vicino e Milano si muove a passo di tartaruga. Dove sono le istituzioni?

Dopo esserci liberati dal decreto Pisanu che ammanettava il Wi-Fi in Italia, ecco che finalmente qualcosa si smuove. Firenze simula un risveglio dal lungo sonno post-rinascimentale e improvvisa una pseudo digital revolution con la connessione gratuita in dieci piazze. Il resto dell'Italia ci prova a spizzichi e bocconi da Roma fino a Bari, ma con tentativi così timidi e provvisori da confermare l'ennesima figuraccia rispetto al resto d'Europa: siamo ancora indietro, fin troppo. E Milano, che continua a rincorrere col fiatone l'Expo 2015, dove si colloca?

WI-FI GRATIS PER TUTTI - Sul fanalino di coda perché a quest'ora avremmo dovuto avere Wi-Fi ovunque. Perfino la città "apparentemente" più europea d’Italia è affetta dalla sindrome della tartaruga, perché avere qualche connessione sparsa o fare jogging sotto copertura al Parco Sempione non ci cambia la vita. Se le istituzioni si cullano su promesse non mantenute, c'è chi propone alleanze e trova delle soluzioni minoritarie e alternative. Tiriamo in ballo Wired e Green Geek che offrono, previa registrazione, 60 minuti di collegamento gratis in piazza Cadorna. Una trovata intelligente che è alla ricerca di nuovi sostenitori per estendere il manifesto di Internet for Free a tutta la città: basterebbe collocare un'antennina sul nostro router e offrire agli altri un pezzetto della nostre connessioni.  Per non tirarla a lungo il concetto è questo: non ci danno un nostro diritto e allora ce lo prendiamo.

CIVILTA' E DEMOCRAZIA - Tuttavia, ci chiediamo con legittimità: è apprezzabile questa vestizione Wi-Fi meneghina nello stile "fai da te", ma sarebbe più opportuno che le istituzioni si decidessero una volta per tutte a tirar fuori un progetto condiviso e definitivo sulle sorti di Internet gratis a Milano. Più avanziamo verso i giorni caldi delle elezioni comunali, è più ci viene la tentazione di pedinare l'unico che potrebbe starci a sentire in questo momento: Cetto la Qualunque, bizzarro e folcloristico politico del Belpaese di questo tempo infame. Siamo tutti pronti a tesserarci al "Partito du Pilu", vista la musica che gira intorno, ma vergognosamente latitanti a percorrere le mille strade che fanno del web l'unico partito di civiltà e democrazia.
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