I Sapori dell'Alto Piemonte

Le moschettiere dell'Alto Piemonte

I sapori di quattro province vanno in villa. Appuntamento dal 2 al 4 settembre, nella novarese Borgomanero

Novara, Biella, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola. Sono loro le quattro province che entrano nella splendida corte di Villa Marazza, in quel di Borgomanero, dal 2 al 4 settembre, per farsi ambasciatrici de I Sapori dell'Alto Piemonte. Una kermesse gastro-culturale capace di far scendere in campo (pardon, sul prato) le specialità che stanno al top della regione. Facendole sfilare tra assaggi, aperitivi e incontri culturali a elevato tasso gourmet.

POKER DI GUSTO - Tre cene e un pranzo, quello di domenica. Sono quattro le occasioni per scoprire e assaporare le tipicità dei diversi territori, nella suggestiva cornice di una dimora settecentesca. Si inizia venerdì 2 settembre con il dinner novarese, ritmato da Gorgonzola della maison Palzola, fidighina (mortadella di fegato), salam d'la duja (sotto strutto), peperoni in bagna cauda e risottino con radicchio e toma del Mottarone, detta la "montagna dei due laghi", perché strizza l'occhio al Lago d'Orta e al Lago Maggiore. Si prosegue con la serata del sabato, zigzagando fra biellesi bontà: capunet (involtini di verza) e paletta (delizia norcina ricavata dalla spalla del maiale); risotto al Maccagno (formaggio d'alpe a latte vaccino intero) e brasato al Bramaterra; bolliti di carne pezzata rossa d'Oropa (razza bovina autoctona) e canestrej (speziate cialde al cacao) col ratafià. E per il dì di festa? Menu vercellese, con inchino a chicche casearie valsesiane, panissa con i fagioli di Saluggia, fritto misto alla piemontese, bunet e bicciolani, friabili biscotti di origni rinascimentali. Per poi concludere con la cena domenicale e le ossolane prelibatezze, quali il prosciutto della Valle Vigezzo, il risotto al Bettelmatt (pregiato formaggio d'alpeggio), gli gnocchi di farina di castagne e lo stufato di cervo con polenta. Il tutto abbinato alle etichette doc e docg del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte. Il pranzo e le cene hanno un costo di 25 Euro, vini esclusi (menu e info sul sito ufficiale, la prenotazione è obbligatoria).

FARE & ASSAGGIARE - Ma alla Fiera di Borgomanero non ci si siede solo a tavola. Anzi, si passeggia, si osserva, si ascolta, si impara e si va al mercato. O meglio, alla mostra mercato (ingresso libero da viale Don Minzoni, dalle 10 alle 23) allestita nel parco della villa, dove poter conoscere e acquistare le eccellenze gastronomiche e artigiane di oltre cinquanta espositori provenienti dalle quattro province. Senza dimenticare gli aperitivi tipici sul far della sera, le degustazioni guidate di vini e di birre artiginali a cura di Slow Food (15 Euro, su prenotazione), gli incontri culturali nonché i laboratori, le equomerende e pic-nic per i più piccini. Non da ultima, la special guest della manifestazione: la fruilana Val d'Arzino (in terra pordenonese), che presenta frico, latticini, salumi affumicati e persino uno speciale culatello. Accompagnandoli a Refosco, Friulano e Picolit, nonché al rubicondo Forgiarin e al paglierino Ucelùt. Dolce nettare passito.

COME ARRIVARE - Da Milano, è necessario prendere l'autostrada A8, continuare sull'autostrada A26, uscire a Arona e seguire la direzione Borgomanero-Gozzano. Infine, imboccare la SR142 per Borgomanero. Ma attenzione. Per godersi al meglio la fiera, è possibile usufruire del servizio "No Taxi, No Party", da richiedere anche in loco.

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