Fuori Porta

Giornalismo e Web, la libertà è partecipazione

La lettera di De Bortoli sul Corriere ci motiva a fare delle riflessioni sul futuro di una professione

Il Giornalismo di carta è sottoposto a nuove sfide. E di certo la lettera di Ferruccio De Bortoli, apparsa stamattina sul Corriere, dovrebbe essere una riflessione che va al di là delle mura di via Solferino. Più mastichiamo "web" e più non possiamo pensare di isolarci con i pochi che si illudono ancora che l'informazione online sia l'appendice della carta stampata. Dieci anni fa i precursori venivano messi alla gogna, perché Internet era il nemico uno, quello che avrebbe portato precarietà e incertezze, quello che avrebbe messo un giornalista a fare i conti diretti, prima o poi, con il nuovo lettore che mollava i remi di entità astratta.

LIBERTÀ È PARTECIPAZIONE - Per molti la parola "multimedialità" o "interattività" era un vezzo o una guarnizione calligrafica, per pochi era il monopattino che avrebbe accelerato quatto quatto i tempi del cambiamento. Quale? Quello di rafforzare il valore della parola con altri linguaggi, perché il lettore 2.0 non si fermava sul mistero dei pixel di una fotografia o sulla fluidità di un video accattivante. Voleva essere protagonista di una community e far in modo che dalla condivisione della notizia scaturisse un pensiero, la cui massima possiamo prendere in prestito dal teatro-canzone di Giorgio Gaber: "La libertà è partecipazione".

DAL WEB 2.0 AI SOCIAL NETWORK - E gli slanci verso l'innovazione il più delle volte sarebbero venuti dalle piccole realtà editoriali, quelle che a tempo debito hanno flirtato con i social network. Facebook, Twitter o Friendfeed non sono stati il capriccio di una stagione, ma la nuova agorà dove si nutre la notizia, scompaginando persino i classici criteri di notiziabilità. Tenendo a freno le ossessioni popolari della rete, dal "Mi piace" di Facebook al check-in di Foursquare dietro la furia della geocalizzazione, mi vien da dire che oggi ci sono nuovi modi per fare il nostro mestiere, perché anche una twittata off-limits può essere un territorio stimolante per creare informazione.

IL NOSTRO FUTURO È INCERTO - Ferruccio De Bortoli fa bene a scrivere che "il nostro futuro è incerto". Tuttavia, il pericolo lo corre chi vuole crogiolarsi ancora nel perimetro della "casta", snobbando quel diabolico giocattolo tecnologico che si chiama tablet, iPad o chicchessia. Internet è sinonimo di Democrazia e consentirà a chiunque ne abbia le capacità di intraprendere l'ammaliante e complicata professione di giornalista.
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