Gemme novaresi

Gita in Alto Piemonte, tra cantine nascoste e accoglienti agriturismi

Boca, Fara, Ghemme e Sizzano. E ancora, Colline Novaresi e le sue sette declinazioni. È la vincente formazione enologica che gioca ai piedi delle Alpi, tra i fiumi Sesia e Ticino. Grazie al favorevole microclima, qui crescono preziosi grappoli d'uva che danno vita a dieci doc, a cui si aggiunge la rubiconda docg Ghemme, figlia per gran parte del nebbiolo e della vespolina (al massimo 25%).

GHEMME DA SCOPRIRE - Celebrati già da Plinio il Vecchio, nell'opera Naturalis Historia, scritta agli inizi del primo millennio, i vini delle colline novaresi sono fra i più noti del Piemonte, summa della più antica tradizione vitivinicola della regione. Di particolare prestigio è il Ghemme, battezzato con lo stesso nome del piccolo centro a nord est di Novara. Una vera e propria città del vino, con tanto di cantina nel cuore storico del paese. Si tratta dell'azienda Mirù, fondata negli anni Ottanta da Eugenio Arlunno e diretta dal figlio Marco. Vinificazione, imbottigliamento, affinamento ed etichettatura avvengono infatti all'interno di un'antica corte, incrociando gli sguardi dei condomini. E, sempre fra questi spazi, si possono degustare i rossi calici di Ghemme e i Colline Novaresi Vespolina, Nebbiolo, Uva Rara e Bianco (da uva erbaluce).

OLTRE IL FIUME, VINI LUNATICI – Non solo Mirù per Marco Arlunno. Giovane e cordiale, il suo operato va anche al di là del fiume Sesia, dove, a Gattinara, nel Vercellese, cura in veste di enologo l'azienda Il Chiosso, che quest'anno festeggia dieci anni. Una realtà moderna, dinamica e curiosa. Già a partire dalla grafica. Basti guardare le particolari etichette, tutte realizzate ispirandosi all'astrolabio. "Abbiamo recuperato un antico testo del Cinquecento – racconta Marco - c'era un capitolo sulla vite e il vino. Rimasti affascinati nello scoprire le influenze della luna sul vino, abbiamo scelto di rivestire con gli astri i nostri nettari". Il risultato? Otto vini dall'anima sincera, ovvero tre Colline Novaresi, due Gattinara, un Ghemme, un Fara e il fruttato vino da tavola Ficorosso.

GEMME DA GUSTARE – Non solo buoni vini. Ma anche deliziosi prodotti e piatti tipici da gustare a Ghemme. Tra i must da assaggiare, il Gorgonzola nella provincia principe della sua produzione. Infatti, secondo il Consorzio per la Tutela del formaggio, dal Novarese arriva il 45% del saporito erborinato. Della serie: un boccone blu su due è di origine piemontese. Un valido indirizzo per una ghiotta degustazione, è l'agriturismo Il Cavenago, immerso nel verde. In una villa di fine Seicento, ex casa di campagna del Conte Cavenago, si possono assaporare dadini di Gorgonzola naturale (salato) e miele; tartine di farina di mais con salame d'la duja (ovvero sottograsso); crostini di riso con crema di tomino e basilico; e ancora, fidighin (mortadella di fegato) e mocetta (carne salata e stagionata). Volendo, si può anche pernottare in una delle quattro camere o nella suite che un tempo era la stanza del conte, per poi risvegliarsi con il profumo di deliziose torte fatte in casa come quella alle mele e amaretti. Oppure, per stare ancora più a contatto con la natura, usufruire dell'area pic-nic e camping. Il tutto a prezzi molto contenuti: basti pensare che il prezzo medio di un menu degustazione è 30 Euro; una camera costa 75 Euro a coppia, con colazione inclusa; e la piazzola camping 12 Euro.
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