Cantina Travaglini: ricordi di famiglia

A Gattinara, nel Vercellese, una nobile interpretazione del nebbiolo

Se il racconto di questa storia dovesse iniziare con un accompagnamento musicale, sarebbe Father and Son di Cat Stevens. Devota al mondo del vino da più di cento anni, quella della famiglia Travaglini è infatti una vicenda di affetti, di sogni e di saggezza tramandati di padre in figlio. Da Clemente ad Arturo, da Arturo a Giancarlo e da Giancarlo a Cinzia, che oggi, insieme al marito Massimo e alla mamma Liliana, è la patron di una prestigiosa azienda vercellesi dove si produce il Gattinara. Un vino complesso, minerale, prodotto al 100% con uve nebbiolo, esportato in più di trenta Stati del mondo: basti pensare che una bottiglia su due viene stappata all'estero.

MINERALE E NATURALE - "Austeri come come quelli del Bordolese, i vini di Gattinara passano per i migliori. Limpidi e leggeri non lasciano in bocca né il grasso che si trova nei vini lombardi, né il pizzico dei vini toscani", scriveva nel 1839 l'illustre botanico Giorgio Gallesio. E tuttora questi nettari mantengono tale carattere. La particolarità dei vini firmati Travaglini? Quella di essere particolarmente minerali, visto che le radici delle loro vigne penetrano in profondità della roccia, assorbendo quindi quei caratteri che si riveleranno poi al calice. Come succede nel Gattinara "Selezione", affinato tre anni di cui almeno due in botti di legno rovere di Slavonia. Nel Gattinara "Tre Vigne", frutto della selezione di uve nebbiolo provenienti da tre vigneti storici, fresco e dalla sapida scia finale. E nel Gattinara "Riserva", affinato ben quattro anni, di cui tre in botti di rovere e piccola parte in barriques. Il risultato? Un vino gradevolmente tannico, fresco e persistente: "il papà lo definiva setoso, fine, nonostante la sua complessità", ricorda con un sorriso Cinzia.

AD OCCHI CHIUSI – Panciuta e sinuosa, la bottiglia del Gattinara by Travaglini ha una silhouette riconoscibile anche ad occhi chiusi. Disegnata nel 1958 da papà Giancarlo, con un piccolo restyling nel 1994, "la Sagomata" è un armonioso connubio di funzionalità ed estetica: il suo design fa sì che il sedimento si depositi sul fondo del contenitore, affinché nel bicchiere non si trovino residui. Un dettaglio che fa la differenza, per vini che, se conservati adeguatamente, possono durare fino a 15 anni. Perché la maison ha preferito puntare sulla qualità dell'uva, a discapito della quantità, scegliendo di non "pompare" e sovraccaricare le piante. Che, composte e rigogliose, crescono a 280-420 metri di altezza, non lontano dalla cantina, rivestendo di verde i colli ai piedi del Monte Rosa, al fianco di alberi di fichi, castagni, ciliegi e ulivi.

ORGOGLIO E SOGNI – Se alla fine di questo racconto, dovesse partire una canzone, questa volta sarebbe Father and Friend di Alain Clark. "Every time I look at you. I see myself. I’m so proud of you", canta il padre al figlio ("ogni volta che ti guardo rivedo me stesso e sono tanto orgoglioso di te"). Perché Cinzia, in omaggio al babbo ha voluto creare "Il Sogno", un vino prodotto con uve nebbiolo in appassimento "è il sogno che papà non ha mai potuto realizzare e nel quale noi abbiamo creduto", confida Cinzia. Il risultato? Sorsi morbidi e dolci, che comunque mantengono la caratteristica minerale e ben si sposano con il formaggio e con il cioccolato extrafondente. Progetti per il futuro? "Stiamo sperimentando la vinificazione in bianco metodo champenoise", rivela Cinzia. Elogio all'intraprendenza. Soprattutto quando è in rosa.

VISITE E DEGUSTAZIONI - La Cantina Travaglini è visitabile tutti i giorni, sabato e domenica su prenotazione. Il tour dura circa un'ora, con degustazione finale dei tre Gattinara (Selezione, Tre Vigne, Riserva) e un assaggio di salumi e formaggi locali; il prezzo varia dai 10 ai 12 euro. Approfittando delle belle giornate estive, si può raggiungere il posto sfruttando la combinazione treno più bici, utilizzando il collegamento Milano-Arona, Arona-Gattina. E spendendo circa 20 Euro, si risparmia sul carburante, si evita l'uso della macchina e si fa un po' di sport. Con meritato lieto fine.
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