C'era una volta un Cyrano veneto...

Sollazzi tra Medioevo e Rinascimento al Castello di Bevilacqua

Chissà perché il Medioevo richiama i momenti di divertissement. Gli eventi in stile medievale pullulano ovunque, anche se di rado diventano occasioni di socializzazione. La Cena Medievale al Castello di Bevilacqua si è ritagliata un suo spazio all'interno del calendario della location veneta. "Non vogliamo il solito folclore, ma ce la mettiamo tutta affinché il nostro pubblico trovi nell'atmosfera di una serata il giusto connubio tra teatro e le proprie radici", ci spiega Roberto Iseppi.

CYRANO È VENETO! - Arrivare in un castello, chiedendoci se valga ancora la pena di rifugiarsi in una bella fiaba, è il presupposto necessario per salire su una giostra che dai sollazzi medievali si spinge fino al Rinascimento. Giullari e musici ci danno il benvenuto e bisbigliano gli antefatti della storia che ci accompagna per tutta la serata. Nel Castello di Bevilacqua è tornato Cyrano, profugo dalle pagine di Ronstand, che in puro stile veneto si fa cantastorie. Dalle cucine castellane arrivano succulenti pietanze, dagli gnocchi "sbattui con la puina e buro" (ricotta e burro) alla Smegiaza (torta di mele cotogne, fighi secchi, pinoli e zucca), mentre il cantastorie è lì che ti racconta a suo modo le vicissitudini di Monsieur de Bergerac. Tutto si trasforma in palcoscenico e la voce dell'attore si riappropria del suo ruolo sociale.

IL FUOCO DELLA VITA -
Le emozioni si depositano in un angolo ed esplodono a mezzanotte come in ogni favola che si rispetti. Nel cortile del castello, Cyrano assume le sembianze di uno sputafuoco e la spettacolarizzazione del finale riscrive la vera metafora della vita: l'attore si sveste ed esce fuori l'anima di Lorenzo, l'intelligente istrione veneto che ha guidato lo spettatore alla riscoperta delle proprie radici culturali.

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