Fuori Porta

Banda larga sì, banda larga no!

L'Italia aspetta Internet ad alta velocità e diventa il fanalino di coda dell'Europa digitale

Internet fa parte della nostra quotidianità. Niente di nuovo fin qui. Facciamo un passo avanti: sia la rete un agorà per socializzare o un oceano dove reperire informazioni, resta il fatto che ognuno di noi ha diritto di navigare il web nella giusta misura e nelle giuste condizioni. Banda larga sì o banda larga no?

LEZIONI DI STILE
- Mentre l'Italia blocca i fondi per lo sviluppo della Banda larga, dal Nord Europa arriva la lezione: il governo finlandese ha ribadito che entro l'anno prossimo l'accesso ad Internet ad alta velocità diventerà un diritto per il cittadino. E noi? Che figuraccia ci facciamo adesso che alcuni operatori telefonici vogliono farci credere che "la chiavetta" usb (Internet Key, ndr.), un insoddisfacente palliativo, possa essere la risoluzione ad ogni problema? L'accesso al web non è solo "intrattenimento", ma anche "lavoro". Nei giorni di recesso economico, quale sarà il destino delle piccole imprese o delle aziende a gestione familiare, non ancora nella condizione di utilizzare Internet sull'autostrada dell'alta velocità?

GLOBALIZZAZIONE DIGITALE - E poi diciamoci le cose come stanno. Quanti di noi pagano per un collegamento veloce e poi si ritrovano a navigare come lumache, perché l'operatore di turno non ha raggiunto la copertura in quella zona. Chi abita in città ben servite come Milano non soffre il malessere, ma non si può dire lo stesso dei comuni della provincia, o addirittura di quelli sperduti in alcuni angoli della Lombardia che si sentono in profondo "isolamento". Per mantenere la baracca burocratica del Belpaese sprecone siamo tutti pronti ad abbassare la testa. Nell'epoca della globalizzazione digitale non possiamo dire no al nostro sacrosanto diritto di essere connessi in rete in alta velocità.

SOCIAL NETWORK - Peccato che "la jeunesse italienne" usi i social network con uno slancio "vanitoso", preoccupandosi di aggiornare il proprio status su Facebook o Twitter per far parte del gioco del "social-reality". Passano in secondo piano le piccole community in difesa della banda larga e noi stiamo a guardare. 

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