La bibbia rossa più luccicante e saporita del globo ha sentenziato. L'atteso verdetto tricolore della guida Michelin 2014 vede ancora una volta protagonista la Lombardia con ben 57 ristoranti su un totale di 329 stellati italiani. Buone notizie per l'eccellenza Made in Italy, visto che il nostro Paese è il secondo al mondo per il numero di indirizzi gourmand stellati. E la campana suona a festa anche per i giovani talenti presenti in questa edizione: un terzo degli chef, infatti, ha un'età inferiore ai 35 anni.

ASTRI NASCENTI
- Sono confermate dunque le 11 stelle sotto la Madonnina, con alcune brillanti novità che coinvolgono la nostra regione. Sì, perché se l'Abruzzo si aggiudica l'ottavo tristellato dello Stivale grazie a Niko Romito del ristorante Reale di Castel di Sangro, qui al Nord ci difendiamo altrettanto bene. A partire da Gargnano, sul versante bresciano del Lago di Garda, dove giunge la seconda stella allo chef Alessandro Baiocco di Villa Feltrinelli. Splende di un nuovo astro e conquista le due stelle anche lo chef Enrico Bartolini del Devero Ristorante di Cavenago di Brianza. E tra le 29 new entry monostella, ci sono il giovane Stefano Binda del Dac a trà di Castello di Brianza, in provincia di Lecco, e Gianni Tarabini de La Présef, tempio della tradizione e del km zero, situato all'interno dell'agriturismo La Florida di Mantello, nella bassa Valtellina. Un riconoscimento destinato a lasciare il segno nel prestigioso firmamento siglato Michelin, che per la prima volta approda in un agriturismo.

LE COMETE DI MILANO - E poi ci sono le stelle meneghine, quelle che illuminano a giorno il cielo di Milano. Vere e proprie certezze gourmet che la blasonata guida rossa conferma nel gotha della scena gastronomica cittadina. Ecco allora una stella per Fabio Baldassarre del panoramico Unico, per Viviana Varese di Alice (ristorante attualmente in fase di trasferimento, che presto troverà nuova dimora in quel di Eataly), per Matias Perdomo di Al Pont de Ferr, per Tano Simonato di Tano passami l'olio, per Tommaso Arrigoni ed Eros Picco di Innocenti Evasioni, per Pietro Leemann del Joia, per Luigi Taglienti del Trussardi alla Scala e per Andrea Aprea del Vun. E ancora, l'etere milanese si fregia di tre bistellati: Claudio Sadler con il suo Sadler, Aimo Moroni de Il Luogo di Aimo e Nadia e monsieur Carlo Cracco con il suo Cracco. Senza dimenticare le comete che luccicano nei dintorni della metropoli, da Davide Oldani del D'O di Cornaredo, ristorante che ha appena compiuto 10 anni facendo della cucina pop una nuova filosofia gastronomica, a Giancarlo Morelli dell'Osteria del Pomiroeu di Senago.

Se con 281 monostellati, 40 bistellati e 8 tristellati la 59esima edizione della guida Michelin Italia è la seconda più brillante del mondo, noi italiani (almeno per l'alta cucina) possiamo considerarci dei veri figli delle stelle e continuare ancora a sognare.
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