Food

Stelle sotto la Madonnina

L'astro Michelin splende in due salotti gourmet all'ombra del Duomo

Il verdetto della Guida Rossa è arrivato. E come sempre ha portato le sue novità gourmand. Anche nella metropoli meneghina, dove l'astro Michelin ora brilla pure sopra la splendida cupola del Park Hyatt. A due passi dal Duomo. Sì, perché il ristorante Vun si è aggiudicato la tanto amata stella. Un bel traguardo per il giovane staff capitanato dal partenopeo Andrea Aprea che, a poco più di un anno dall'approdo ambrosiano, è riuscito a condurre la sua cucina mediterranea e verace nel firmamento gourmet. Servendo piatti-ritratti di orto, di mare e di bosco. Sempre con una pulcinellosa spruzzata di creatività. Per un gustoso zigzagare fra uovo, patata, Bagòss e tartufo nero; scorfano, scarole, olive nere e acquapazza; e tortelli ripieni di stufato di manzo con pastinaca, funghi chiodini e foglie di senape.

E il bravo Luigi Taglienti? Ha dimostrato talento e nella sua nuova maison griffata Trussardi alla Scala splende sempre la stellina. Certo, prima con Andrea Berton ne splendevano due, ma Luigi nel salotto con vista sul Teatro alla Scala è giunto solo lo scorsa estate. E bisogna pur dargli il tempo di adattarsi al clima meneghino. Tanto, dalla sua parte ha passione e determinazione. E nell'elegante oasi tutta parquet, sedute sinuose e candidi tovagliati già presenta prelibatezze che fan di bellezza virtù. Da provare? Il multicromatico orto che sboccia nel piatto. In pratica: verdure e frutti di stagione su consommé-gelée trasparente profumato alla rosa canina. Una delizia che diviene inno alla leggerezza. E ancora, il riso mantecato con zenzero e zafferano, il merluzzo al vapore con cavolo nero e chinotto di Savona, nonché "il bianco e il nero", omaggio alla fotografia. Una portata che stupisce occhio e palato, fra giochi di black & white virtuosi nel nascondere una panna cotta ai ricci di mare e agrumi.

Non da ultimo, un doveroso sguardo fuori città. Perché spostandosi un po' più in là, verso le amene Langhe, si può venir abbagliati. E non solo dalla bontà del Barolo. Ma anche dalle tre stelle che illuminano il Piazza Duomo di Alba, griffato Ceretto e guidato dallo chef Enrico Crippa. Segni particolari: classe 1971, origini brianzole, tenacia nelle vene e un cervello sempre sull'attenti. Pronto a catturare gli ingredienti per trasformarli in un'esperienza per i sensi. Della serie, istinto e riflessione, intuizione e ragionamento messi al servizio di materie prime che vengon dalla campagna e dalle colline.

Riassumendo, l'Italia conta sette tristellati, 39 bistellati (di cui tre nuovi) e 261 monostellati (di cui 25 new entry). Unico neo? La discesa da tre a due stelle del novarese Al Sorriso. Ma poco importa. Il viso radioso di una grande chef come Luisa Valazza continuerà a far gioire i buongustai.   
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