Food

Ristorante "al V piano"

Quando la tradizione si veste di novità e sale agli empirei della ristorazione

Quattro i diktat: tipicità, ricerca, qualità e fantasia. Quinto il piano. Sono questi gli elementi caratterizzanti di un ristorante che da poco ha deciso di aprire le sue porte al pubblico dei gourmet: quello del Grand Visconti Palace, lussuoso complesso alberghiero impreziosito da ben 2.500 metri quadrati di parco nonché realizzato ristrutturando sapientemente lo storico Mulino Verga, uno dei simboli della Milano industriale dei primi del Novecento. Di nome e di fatto, Al V piano è una vera oasi di gusto, ovattata e ricca di charme, con tanto di vista panoramica sui tetti della città. Dominata da una grande specchiera d'epoca, la sala è arredata in modo sobrio e raffinato con poltroncine in pelle di struzzo trattata, lampade di design e preziosi oggetti d'antiquariato posti in nicchie illuminate ad arte. Atmosfere soft per un ambiente intimo e rilassante, corredato da un ottimo servizio.

Accedervi è facile, e non è necessario passare dalla hall dell'hotel. L'ingresso indipendente in via Mantova consente di salire direttamente con un ascensore rivestito di specchi e lucida boiserie. Poi, è solo una storia di sapori.

Marco Offidani è alla regia della cucina. Già chef del Filarete, del ristorante Alla Scala e del Sophia's Restaurant di Milano, ora è approdato Al V piano per sorprendere palati di intenditori e appassionati di buon cibo. Insolita e intrigante la sua proposta: una rilettura colta e creativa dei capisaldi della tradizione gastronomica lombarda e italiana, vivacizzata dal contatto con ingredienti di provenienza internazionale. Una tipicità non fine a se stessa ma aperta al mondo e in continua evoluzione, pur restando fedele alle sue origini. Ecco allora antiche ricette rivisitate da inusuali accostamenti, i prodotti di mare uniti a quelli di terra, e virtuose interpretazioni a base di pesce e crostacei di mare o d'acqua dolce. A leggere la Gran Carte si comprende l'alto livello delle preparazioni: insalata di astice in salsa gazpacho al confit d'anatra con misticanza e marmellatina alle cipolle di Tropea, tagliolini freschi con bottarga di muggine e lamelle di ricotta stagionata e raviolone nero alla mousse di pesce con fiori di zucca e granseola. Abbinamenti talvolta audaci ma interessanti. Come il rilancio tutto meneghino del riso alla certosina con gamberi di fiume e piselli, le piccole milanesi con insalata di patate violette (particolare cultivar olandese) e i piccoli mondeghili su erbette all’aceto balsamico, nobilitazione delle classiche polpettine che le massaie locali preparavano utilizzando avanzi di manzo e salumi.

Di pregio anche i vini: 300 etichette, provenienti da tutte le regioni del Bel Paese a cui si aggiungono alcuni nettari stranieri.

Senza dimenticare che Al V piano il problema del parcheggio non si pone: all'ingresso un vetturiere è a disposizione per prendere in consegna l'auto e condurla al garage privato dell'albergo.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati
  • ARGOMENTI