Cene nei Ristoranti del Buon Ricordo

Ricordi dop

Le norcine delizie calabresi entrano nei ristoranti del Buon Ricordo

Un poker di salumi vola da Sud a Nord. E finisce sulle tavole dei ristoranti del Buon Ricordo, associazione sempre pronta a tener viva e unita l'italica tradizione. Sotto l'egida di una costante evoluzione. E così, la Salsiccia, la Soppressata, il Capocollo e la Pancetta di Calabria dop lasciano la terra natìa per viaggiare in lungo e in largo per il Bel Paese e divenir protagonisti di undici serate (in altrettante location), di scena dal 20 al 31 gennaio. Presentandosi nudi e crudi, nella loro aromatica, pepata e piccantina natura. E rielaborati in ricette capaci di coniugare tipicità e creatività.

Come accade per le prelibatezze siglate da cuoco Max della milanese Trattoria Masuelli San Marco e servite durante la cena del 30 gennaio, in cui le calabriselle delizie sposano setose patate, si tuffano in un morbido risotto e incontrano il rollato di pollo allevato a terra con polenta (menu completo a Euro 55, inclusi acqua, vino, caffè e sorbetto di mandarini calabri). Ma come succede pure per le pietanze proposte il 20 gennaio a La Rimessa di Mariano Comense e a L'Uliveto di Sale Marasino (nel Bresciano), nonché il 21 gennaio da Jim in quel di Grosio (Sondrio).

Golosi appuntamenti che proseguono in Lombardia a I 5 Campanili di Busto Arsizio (Varese) e che sconfinano pure in Piemonte, alle tavole dello stellato Delle Antiche Contrade di Cuneo, e in Lazio, a Il Focarile di Aprilia (Latina), al Bassetto di Ferentino (Frosinone) e al Checchino dal 1887 di Roma. Non dimenticando di divenir profeti in cosentina patria: al Sabbia D'Oro di Belvedere Marittimo e da Barbieri di Altomonte. Dove si tiene il gala dinner del 27 gennaio. Ritmato da contadini ziti imbottiti di soppressata, gamberoni al profumo di arancia impreziositi da pancetta e involtini di manzo podolico ripieni di capocollo stagionato.

E a memoria degli eventi gourmet? Viene donato il Piatto del Buon Ricordo: in ceramica, realizzato dai maestri artigiani di Vietri sul Mare e dal caratteristico tratto naïf. Raffigurante i veraci insaccati e lo Stivale. Con il "piede" calabrese evidenziato in rosso.
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