Presto o tardi

A L'Osteria dell'Operetta per cenare col tramonto o col buio della notte

Nera come la notte, la lucida parete è qua e là intervallata da rosse cornici che orlano gli specchi. E va a dialogare con il muro che ha dirimpetto: rosso come il sole al tramonto, impreziosito da bianchi dettagli. A L'Osteria dell'Operetta, il gioco dei contrasti è un'arte sottile, capace di dare quel guizzo vivace a un luogo elegante, dove non mancano oggetti di chiara matrice teatrale, come i vellutati tendoni che sfiorano le vetrate e le poltroncine un tempo appartenute alla Scala. Un ristorante raffinato ma giovane dentro. Perché giovani sono anche i due titolari: Leana e Paolo Regina. Che hanno voluto pure un po' sdoganare il solito rito del cenare a orari molto rigidi. Con una formula interessante.

AL TRAMONTO - Si può mangiare sin dalle 19. Oppure si può optare per "L'aperitivo della Lea", servito di tutto punto al tavolo (sia dentro che fuori, nel dehors), comodi comodi e senza l'assillo dello sgomitare davanti a un buffet. Una soluzione carina, per assaporare in santa pace qualcosa di buono e avere poi l'intera serata da dedicare al divertimento. In lista ci sono diverse e saporite varanti: tagliere di salumi con gnocco fritto; crudité di pesce; piatto vegetariano; frutta mista; e formaggi stagionati. Con calice di vino bianco o rosso (oppure cocktail) coordinato (prezzi da 10 a 15 euro). Se, invece, si vuole solo ordinare da bere (una piccola entrée viene servita comunque), il costo è di 7 euro.

A TARDA SERA - Ma L'Osteria dell'Operetta è perfetta anche per un dopoteatro, un dopocinema e un doposerata in generale. Per cenare di domenica, quando, al ritorno da una scampagnata o da una giornata al mare, non si ha voglia di spadellare. Tanto, qui, la cucina chiude all'una di notte. E propone ricette leggere e digeribili, con condimenti ben dosati e abbinamenti saggi e calibrati, pur non dimenticando walzer cromatici e piacevoli tenzoni di dolce-salato e morbido-croccante. Il tutto secondo canoni mediterranei, con qualche tocco esotico e meneghino. Gli amanti del pesce non devono perdere il bianco d'orata marinato agli agrumi con gamberi croccanti; gli involtini di pesce spada con crema di melanzane e zenzero; le capesante gratinate con crema di zucchine; e gli spiedini di gamberi e ananas con salsa di guacamole. Gli irriducibili della carne possono ordinare lardo venato con gnocco fritto e miele di corbezzolo; tagliata di manzo ai tre pepi (nero, rosa e verde) con tortino di patate; cotoletta (a orecchia di elefante) primavera con rucola e pomodorini; e bocconcini di pollo con salsa di soia e riso pilaf. E per i vegetariani (o per chi ne ha voglia)? Risotto all'ortica e burrata; spaghetti allo zafferano con scaglie di grana e crudo di pomodoro; ananas al curry con formaggio croccante; giardinetto di verdura con scamorza affumicata; e selezione di formaggi italiani con confettura di fichi. Infine, per tutti: millefoglie con crema ai lamponi; panna cotta al limone (o al melone); delizia al pistacchio; e carpaccio di ananas con gelato ai frutti di bosco.

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