Mauro il bolognese

Qualità, tradizione e un brindisi all'allegria nella caratteristica trattoria a due passi dai Navigli

Pur essendo a due passi dal Naviglio, precisamente quello di via Lodovico il Moro, l'aria che si respira da Mauro il bolognese è decisamente poco glamour, per fortuna. Questa trattoria, che vanta già 27 anni di storia alle spalle (è nata infatti nel '69), è frutto dell'idea di un bolognese doc, il signor Mauro, che ha desiderato creare un ristorante che non fosse soltanto un luogo dove rifocillarsi, mangiare un boccone e via, bensì un luogo accogliente dove la gente avrebbe avuto estremo piacere ad intrattenersi chiacchierando amabilmente senza fretta, per tutta la sera.

Centrando in pieno l'obiettivo, questo locale risulta mediamente pieno tutti i giorni, per cui è consigliata la prenotazione, viste anche le modeste dimensioni. E' frequentato da piccoli gruppi, famiglie, ma soprattutto ragazzi, musicisti, artisti. "Prima c'era un cortile interno che usavamo d'estate, adesso non abbiamo più il permesso" mi fa notare il proprietario "Meglio così, era pieno di zanzare!". La simpatia del sig. Mauro è tra gli ingredienti vincenti della trattoria, arredata in modo semplice, con tovaglie a quadretti e tende patchwork, ma con dettagli curiosi: alle pareti spiccano infatti un Ambrogino d'Oro e diversi quadri con le dediche di artisti famosi. Essendo stato vicino all'importante studio di registrazione "Avant-garde" (che adesso non esiste più), vi hanno trovato piacevole ristoro artisti del calibro di Bruce Springsteen, Joe Cocker, Phil Collins, Guns and Roses.

Hanno potuto gustare ottimi "piatti della tradizione romagnola che, da quando è nata la trattoria ad oggi" spiega il sig. Mauro "non sono mai cambiati". Dopo aver deliziato il palato e l'olfatto con il profumatissimo gnocco fritto con affettato, si passa agli squisiti primi, con pastasciutta rigorosamente fatta in casa. Da segnalare la gramigna con salsiccia, le strette alla trevisana, i tortellini in brodo o con la panna, le tagliatelle al ragù (che qui proprio non potevano mancare!). Li accompagnano i vini tradizionali italiani, tra cui troneggiano, superfluo sottolinearlo, Sangiovese e Lambrusco. Gustosissimi anche i secondi, prettamente di carne, tra i quali lo stinco con il purè, il galletto alla diavola, il fritto misto alla bolognese, la faraona alle castagne. In media un primo costa sugli 8 Euro e un secondo sui 10-11. Scegliendo anche un contorno e un dolce (zabaione freddo con cioccolata calda?), ci si aggira intorno ai 35-40 Euro. Ma non li si rimpiange.

In questa "summa" c'è da includere un'ottima cena, un servizio giovane e allegro, una serata piacevole in una trattoria accogliente dove ci si sente tra amici. Che a Milano è sempre più raro. Mo vè.
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