La saggia bistronomia

A Seregno è nata laTaste, un'oasi di cultura del gusto

Non sono quattro amici, ma cinque. E non si sono incontrati al bar, ma all'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in provincia di Cuneo. Insieme? Hanno coronato un sogno, creando un luogo capace di promuovere la cultura del gusto secondo i principi del "buono, pulito e giusto", per dirla con Carlin Petrini, papà di Slow Food, associazione che anima l'università piemontese sin dalla sua nascita.

L'IDEA - Ecco allora prender vita a Seregno, nel cuore della Brianza, laTaste, un'oasi di circa 600 metri quadrati dedicata al cibo, non solo da assaporare ma anche da ascoltare, guardare e amare. Uno spazio che si fa concetto e progetto, volto a una nuova etica del sapore: quella che privilegia il prodotto stagionale, locale e sostenibile, sia nel suo rispetto ambientale sia nei confronti del consumatore finale. Per favorire un'alimentazione responsabile, a prezzi corretti e accessibili. Il che significa poter degustare un piatto genuino (e preparato a puntino) a 9 Euro e un calice di vino a 3 Euro o poco più. E se non si dovesse finire la bottiglia ordinata? Verrebbe ritappata e consegnata. Per essere portata a casa.

LA FILOSOFIA - Un obiettivo ambizioso ma possibile, se si punta alle eccellenze territoriali e alla filiera corta (così si riduce il costo dei trasporti). E se si va dritti all'artigiano. Testando, tastando, sperimentando e selezionando le materie prime. Almeno così hanno fatto i cinque laureati della nuova bistronomia, neologismo e sincretismo di bistrot e gastronomia, nella sua doppia accezione di assaggiare in loco e di asportare. "Vogliamo restituire importanza a chi lavora e si impegna per produrre cibo di qualità, e quindi svelare i volti che ci sono dietro le etichette e mostrare le mani che producono quello che le confezioni avvolgono", dice Pietro Curti, parmense, adetto alla cucina, genio della pasta fresca e saggio della compagnia. Che conta pure Riccardo Migliavada, comasco e cacciatore di prelibatezze; Stefania Siragusa, piemontese e pasticcera; Alberto Lorenzi, vicentino e perfezionista (oltre che professionista) della sala; e Gen Ohhashi, nippo equilibrista del conto.

LA PROPOSTA - E così fra legno e luce, nuance biscottate e un confortevole candore, sboccia laTaste. Unica essenza e quattro anime. Un accogliente bistrot, dove pranzare, scegliendo piatti bilanciati dal punto di vista nutrizionale; oppure cenare (giovedì, venerdì e sabato), riscoprendo antiche ricette regionali e profumi di un tempo, a ritmo di flan e quiche, zuppe e paste asciutte, risotti e gnocchi, arrosti e brasati. Un giooso cafè, dove fare colazione con cornetto appena sfornato e cremoso cappuccino, yugurt e spremute naturali, burro d'alpeggio e pregiate confetture I Vallicelli, azienda agricola di Olgiate Molgora. Ma dove mordere pure il pane impastato con lievito madre dal fornaio brianzolo Davide Longoni e deliziarsi con i salumi della lecchese maison Marco D'Oggiono; concedersi una merenda casalinga, un sorso di birra cruda e integrale (come quella by Menaresta di Carate Brianza) e un calice di vino biologico, biodinamico o a "chilometro zero", nato fra i vigneti de La Costa, nel Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Senza dimenticare lo shop, dove acquistare direttamente dallo scaffale; nonché lo spazio eventi, dove consultare libri e riviste, lasciarsi cullare dalla musica, connettersi gratuitamente a internet e partecipare a incontri coi produttori. Perché il verbo mangiare sublimi davvero in atto culturale.

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