Guida Michelin 2011

Food

Il verdetto della Rossa

Stelle che vanno, stelle che arrivano: l'oracolo Michelin ha parlato

"La stella Michelin è come un figlio. Ti fa perdere il sonno allo stesso modo", dichiara Christian Costardi dell'hotel ristorante Cinzia di Vercelli, mentre mi mostra con fierezza la sua stellina tatuata vicino al cuore, con tanto di suggello Anno Domini MMX. Ovvero 2010, quando lui e il fratello Manuel sono stati incoronati dalla Rossa. Che, pure per il 2011, ha emesso il suo responso: nulla di nuovo nel Gotha gourmet (i tristellati sono sempre sei), molte cadute ma anche tante new entry. In tutto, 325 stelle per 276 ristoranti. Della serie, l'edizione più stellata da quando la guida è stata introdotta nel nostro Paese (correva il 1956). Un segno positivo, che racconta della voglia di continuare a cucinare puntando sempre all'eccellenza.

Ma andiamo con ordine. Trentadue nuovi ristoranti ottengono una stella e salgono il primo gradino dell'olimpo goloso. Fra questi? Il Povero Diavolo di Torriana (Rimini) con chef Pier Giorgio Parini; Le Cassolette di La Salle (Aosta), capitanato da Fabio Barbaglini; l'Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense, con cuoco Massimo Spigaroli, l'ambasciatore del Culatello di Zibello; e Il Postale, con il suo Marco Bistarelli, che ha chiuso a Città di Castello per aprire a Perugia. Portando con sé la stella. E a mantenerla sono pure Stefano Cerveni, che ha condotto le sue Due Colombe a Borgonato di Cortefranca (lasciando il ristorante di Rovato, ora Antico Mulino, nelle mani di papà Giuseppe) ed Enrico Bartolini che, abbandonando le Robinie pavesi è giunto nelle terre milanesi, al ristorante Devero di Cavenago di Brianza.

E i bistellati? Eccoli i due novelli "premiati": il Jasmin a Chiusa (Bolzano) e il Bracali a Massa Marittima (Grosseto). Cielo sereno, infine, sulle tre stelle, che sono sempre sei: Da Vittorio, a Brusaporto (Bergamo); Dal Pescatore, a Canneto sull'Oglio (Mantova); Al Sorriso, a Soriso (Novara); Le Calandre, a Sarmeola di Rubano (Padova); l'Enoteca Pinchiorri, a Firenze; e La Pergola di Roma.

E Milano? Vive nella calma. Tutto è come prima. Quindi, due stelle sempre a Cracco, Sadler, Il Luogo di Aimo e Nadia e Trussardi alla Scala. Una a Joia, Innocenti Evasioni, Tano passami l'olio, D'O di Cornaredo e Osteria del Pomiroeu di Seregno. L'eterna promessa Nicola Cavallaro (col suo bel ristorante sul Naviglio) non ce l'ha ancora fatta. Speriamo nel prossimo anno. Le acque meneghine meriterebbero di essere illuminate da una stellina.

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