I "frutti del mare" attraverso tre Paesi del mondo

All'orientale, alla sudamericana, rigorosamente mediterraneo. Tre proposte per gustare il pesce a Milano

Dall'Italia, passando per Cuba, fino a fare un salto nel Vietnam, ecco un viaggio intorno al mondo restando a Milano e gustando delle ottime portate di pesce.

Diverrà il locale prediletto da coloro che adorano sapori e colori caraibici. Si chiama Tocororo e qui si respira la vera alma de Cuba. Un bar-ristorante dove tutto, ma proprio tutto è originale de l'Isla Grande: mobili, lampade, suppellettili e persino aragoste e gamberoni!

Irrinunciabili, le aragoste preparate dallo chef Machy Fernandez Dominguez, anche lui cubano, giungono al tavolo fiammeggianti e golose. I gamberi invece li gustate nella portata "aguacate con camaroncitos" (avocado ripieno con gamberetti) o scegliendo "camarones al ron" (gamberoni saltati in padella con rum), una squisitezza, soprattutto il sughetto al rum per una irrunciabile scarpetta. Qui oltre che con il vino, potete pasteggiare con il Mojito, birre cubane e rum Cubay invecchiato sette anni.

E dopo Cuba andiamo in Vietnam. Vi portiamo infatti allo Shambala, locanda asiatica ospitata in una ex cascina in fondo a via Ripamonti, dove intriganti essenze di zenzero e vaniglia seducono l'olfatto. Ma ecco arrivare scenografici vassoi con "ha gio", involtini ripieni di polpa di granchio e serviti con foglie di lattuga, sashimi di salmone leggermente scottato in semi di coriandolo e pepe rosa, foglie d'insalata e salsa wasabi e "po piah sod", sushi vietnamita in carta di riso, ripieno di verdure e salmone con erbe fresche e salsa agrodolce piccante allo zenzero. Da bere tè orientali, birra tailandese, Mojito Sakè come aperitivo e Takarà come fine pasto.

Ma si sa, l'Italia è sempre l'Italia, e allora dulcis in fundo il Plateau, nome francese, ma ricette rigorosamente italiane. Paolo Fina, il gestore, ha voluto creare un luogo intrigante e ospitale. Candidi sono i suoi arredi e puro e genuino è il pesce, protagonista delle ricette proposte dallo chef Taulant Hyska. La regola qui impone che il pescato sia freschissimo, al punto da sconsigliare l'ordinazione di un piatto se il pescato di quel giorno non è di altissima qualità. E la lista delle portate mette davvero in difficoltà, nella scelta, naturalmente. Tortino di capesante con salsa americana, insalata di scampi con mango, arance e finocchi, tartare a i tre pesci profumata alla senape, tartare di salmone, di branzino, di gamberi rossi di Sicilia, di tonno e di ricciola, plateau royal di crostacei e frutti di mare e plateau royal di pesce crudo.

Seguono i Piatti Principali: spaghetti alla chitarra con capesante e fave, risotto con pescatrice, porri e alghe, gnocchetti con tonno e julienne di verdure fresche e non plus ultra la zuppa d'astice con patate e  fave, una delizia  da non perdere.

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