Gref Food & Charme

Un ristorante di classe dove il cibo sposa la cura per i dettagli

Creazione non vuol dire estremizzazione. E nemmeno presunzione. E' possibile preparare un piatto di alto livello qualitativo anche senza lasciarsi prendere da pindariche fantasie culinarie talvolta incomprensibili.

Fabrizio Ferrari, chef del Gref Food & Charme, per le sue ricette ha scelto il giusto equilibrio, quello capace di dosare tradizione e saggia originalità, tendendo da un lato alle tipicità e dall'altro a ricerca e innovazione.

Pavese di nascita, Ferrari ha lavorato molto in Francia, affinando la sua professione e venendo a conoscenza dei misteri della cucina sottovuoto. Tornato in Italia ha inanellato una serie di collaborazioni con prestigiosi ristoranti fino ad approdare al Gref di Roberto Gruttadauria, locale intimo e accogliente, pensato per un pubblico di appassionati e intenditori di buon cibo.

Una quarantina di coperti, ambiente classico ed elegante, mobili in noce massiccio e tavole impreziosite da tovaglie di fiandra. La moglie del titolare, Maria Luisa Celoria, ha curato personalmente arredi e scelta dei tessuti.

Lui, invece, avvocato con ventidue anni di attività alle spalle, il sogno di aprire un ristorante l'aveva nel cassetto. "Ho vissuto in una famiglia dove vigeva l’amore e la passione per la cucina, dove il ritrovarsi a tavola era un momento sacro, il frutto di un lavoro da condividere insieme", afferma con soddisfazione. E ora sorride con orgoglio al frutto dei suoi sacrifici. Anche perché, prima di realizzare questo tempio del buon mangiare, ne ha fatta di strada. Su e giù per lo Stivale, alla scoperta dei grandi chef stellati e dei segreti di dosi e dosaggi. E avanti e indietro per i fornelli della cucina di casa propria a sperimentare, provare e tentare gusti nuovi. Finché l'hobby si è trasformato in una nuova e intrigante avventura professionale.

CENA - Ora il duetto chef e patron orchestra sapori da gourmet. Ricette che prevedono l'utilizzo di ingredienti provenienti da ogni parte d'Italia per dar vita a una cucina che Ferrari ama definire "di costa". Quindi molto pesce ma anche uno sguardo all'entroterra con prelibatezze a base di carne, formaggi e verdure. Lo si capisce leggendo le leccornie che vanno ad animare i tre menu degustazione: quello di mare (60 euro), sette portate fra cui zuppetta di pesce con pane "cunzato" all'eoliana, kalamburger, linguine brunite alle cozze e aioli, ombrina all'acqua pazza, doppio filetto di orata al sale gallese e crema di cipollotti e zuppa fredda di frutta con i suoi sorbetti; quello di terra (50 euro), cinque piatti fra cui gratin di carta da musica, tenerumi di zucchina e ragù di vitello, risotto ai "1000 punti" di sapore, pavé di agnello e melanzane confit e composta di fragole al vino; e quello vegetariano (40 euro), cinque delizie fra cui la caprese "anche" da bere, tortino tiepido di zucchine e maionese di pomodoro, zucchine in fiore al sale affumicato e tortino di ciliegie, gelato alla crema e il suo coulis.  In alternativa si può scegliere à la carte, dove incontrare altre mirabili leccornie.

PRANZO - Snello ma accattivante: menu sandwich (15 euro), una scelta fra degustazione verticale di pane casereccio, manzo, pecorino e ruchetta al balsamico, tramezzino di spaghetti croccanti, crudo di Parma e verdure scottate e GrefPiada alla marinata di pesce e misticanza aromatica; business lunch (25 euro), in cui compaiono carpaccio di manzo scottato con carciofi e senape e cassoulet di pesci del giorno nonché la soluzioneunica (18 euro), una proposta dello chef secondo il mercato. Compresi bevanda, dessert e caffè.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati