Jeunes Restaurateurs d'Europe

Giovani ristoratori crescono

La nuova squadra vincente dei Jeunes Restaurateurs d'Europe

"Sono contento di assumere il timone di un'associazione che sento fortemente mia", dichiara Andrea Sarri, chef e patron dell'Agrodolce di Imperia. Che, fra profumi di liguri limoni, palamita d'Oneglia e gnocchetti mantecati al pesto, si lascia illuminare dall'astro Michelin e incoronare presidente della sezione italiana dei Jeunes Restaurateurs d'Europe. Un gruppo di giovani talentuosi, appassionati e per la maggior parte stellati, pronti a farsi ambasciatori di una cucina rigorosa ed estrosa, creativa ma rispettosa delle specialità locali. Perché la valorizzazione della tradizione passi per la via del genio.

GUIDA ROUGE - E così, durante il recente congresso nazionale dei Jre, nella splendida cornice del Castello di Udine, mister Sarri ha ricevuto il testimone dal leader uscente Emanuele Scarello de Agli Amici di Godia. Che, con la sua verve tipicamente friulana, ha condotto il gruppo nel triennio 2009-2011, consolidandone forza, tenacia e spirito di squadra. Un team vivace e vincente, che oggi conta ben 84 associati, di cui 28 onorari (perché hanno superato i 45 anni) e 56 ordinari, con sei new entry. Tutte rigorosamente under 37. Da scoprire nella novella guida rouge edita da Mondadori Electa e impreziosita dai ritratti-schizzi by Gianluca Biscalchin (in vendita nei book shop museali, in una serie di librerie selezionate e nei ristoranti dei Jre). Ecco allora Fabrizio Ferrari de Al Porticciolo 84, cucina di mare sul Lago di Lecco; Antonia Klugmann de L'Argine (con orto) goriziano di Dolegna del Collio; Christian Milone della Trattoria Zappatori della torinese Pinerolo; Marianna e Stefano Pillan dello Zenzero vicentino di Grumolo delle Abbadesse (celebre per il suo presidio risicolo). E ancora, Arcangelo Tinari e Angela Di Crescenzo di Villa Maiella, nella bella Guardiagrele, nonché Marianna Vitale, vulcanica madame del Sud, nella partenopea Quarto. Dove le idee esplodono, dando vita a piatti sensual-salmastri-amaricanti come le linguine in noir con quinto quarto di calamaro.

BOLLICINE BLANC
- Ma i Giovani Ristoratori d'Europa non vantano solo un rosso Baedeker a loro dedicato. La loro vitalità è infatti suggellata da bollicine in blanc. Anzi, blanc de blanc millesimate. Quelle del Cellarius Cuvée Jre 2007 by Berlucchi, frutto della spremitura soffice di uve chardonnay in purezza. Un figlio del tempo, dell'esperienza e della pazienza. Ma soprattutto un nobile Franciacorta, setoso ed elegante, ottenuto da una ricetta studiata con cura in cantina, come si farebbe in cucina. Tant'è che la formula della liqueur d'expedition è stata messa a punto direttamente da un gruppo di Jre giunti nell'azienda bresciana per divenir vignaioli per un giorno. Risultato? Un nettare raffinato, disponibile in degustazione solo nei ristoranti dell'associazione. Da Settentrione a Meridione.

STORIA A COLORI - E prima dell'italica gastro-guida in red? Ne sono venute altre colorate di verde, di melanzana e di altre tonalità della natura. A sottolineare la genuinità e l'autenticità del ristorativo sodalizio. Che in Italia ha preso il via nel 1992, ma che in realtà è nato in Francia nel 1974. Per opera di una donna: Nicole Seitz, presidente delle relazioni esterne di Grand Marnier e desiderosa di creare una liason fra i giovani chef della nazione d'Oltralpe. Riuniti nei Jrf e presto sublimati in Jre, vista l'adesione di Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, Slovenia, Spagna, Svizzera e Australia. Perché, si sa, le idee non hanno confini.
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