Giò

Steak house e disco bar, ecco un locale dove il bello fa rima con buono

La domanda sorge spontanea. Perché con tutti i locali esistenti a Milano ci si deve spostare fino a Desio per trascorrere una serata? E la risposta arriva duplice e immediata. Una ad hoc per i buongustai e l'altra su misura per gli esteti. Per quanto riguarda i gourmet, bisogna ricordare che da Giò si può assaggiare un filetto di toro che è molto più di una specialità. E' una tenerezza da tagliare con un grissino. Anzi, da non tagliare affatto, perché talmente morbido da non necessitare lama alcuna. Pare impossibile, e invece è così. Così come incredibile è il fascino della location, giocato sui minuziosi dettagli e sui contrasti di stile e tonalità. Rossi, di un purpureo vivace e trasparente, i prestigiosi lampadari di Murano donano un tocco di charme alla sala facendo pandan con le pareti e rubicondi vasi di fiori. E poi c'è il nero di divanetti e tavolini, alternato al raffinato zebrato delle poltroncine. Ma ecco che emerge il bianco delle eleganti porte in pelle e del prezioso tovagliato della zona ristorante, dove la luce tremula dei candele regala un'atmosfera suggestiva a chi mangia comodamente accoccolato su candide sedute. Per bere un cocktail, invece, c'è l'imponente bancone lungo ben sedici metri, oppure, nella bella stagione, il chiringuito esterno, oasi centrale di un'area arredata con soffici pouf, divani in midollino e bianchi teli tesi fra tronchi di bambù.

CENA - In scena dal giovedì al sabato, vede protagonista la carne, declinata in succulente versioni. E fra queste non manca il filetto di toro, cucinato alla griglia, al pepe verde e in una tartara sorprendentemente prelibata, la cui lunga preparazione è prologo alla bontà. Sembra strano che un bovino adulto possa trasformarsi un delizia per le papille, ma al primo boccone se ne è già convinti. Come convincenti sono la Fiorentina (Chianina con l'osso, of course), servita sulla pietra ollare, cosicché ognuno la possa portare al punto di cottura preferito, la teoria dei filetti (con pomodorini, rucola e scaglie di grana, con lardo di Colonnata, con funghi porcini oppure al brandy e al pepe verde) e delle tagliate di angus argentino nonché la gran grigliata di carne alla pietra (costolette di agnello, costine, lonza, filetto e salsiccia). Lo chef Marco Rigolon ci sa fare davvero. E lo si capisce anche quando "sforna" i suoi primi piatti: dal mitico risotto con pere e taleggio, vera sublimazione della golosità, a quello ai porcini e dai fusilli tricolore alla norcina alle linguine alla rustica con pomodorini e rucola. O ancora, quando realizza dolci suadenti come il tiramisù in coppa, poesia di crema e biscottini imbevuti nel caffè. "Non ho voluto un menu infinito per il mio locale", commenta il titolare Raffaele Carrassi, "bensì poche cose sempre fresche e fatte a regola d’arte". E infatti la lista delle vivande non mette alcuna confusione. E per i vini? Nessun problema, ottimi bianchi, rossi, spumanti e champagne si abbinano con maestria alle leccornie.

PRANZO - Il menu cambia tutti i giorni e propone un menu fisso (piatti della tradizione italiana) con scelta fra quattro primi, quattro secondi e due contorni. Acqua e caffè compresi.

DRINK & CO - Dissetanti, i cocktail (6 euro) e gli analcolici (5 euro) sono realizzati dai barman con concentrati di frutta fresca e, all'ora dell'aperitivo, possono sposare stuzzichini vari, salumi, formaggi e primi piatti. Una cosa: venerdì e sabato il costo dei drink sale un pochino (8 e 6 euro) per la presenza del dj, mentre le altre bevande si pagano 4 euro.

DISCO BAR - Si balla, dopocena nella sala ristorante attrezzata di consolle, oppure, in estate, nel bel dehors. Ma da Giò si può anche andare solo per ascoltare musica e rilassarsi qualche ora coccolati da un servizio efficiente.

CURIOSITA' - La chicca del locale è senza dubbio il privé, accessibile solo su prenotazione e per un massimo di sei persone. Un posticino intimo e tranquillo, impreziosito da un importante tavolo in stile Impero, poltroncine in velluto rosso e un lampadario con cristalli Swarovski. Cose da nababbi? No, solo un angolo lussuoso ideale per una sera da ricordare.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati