Food

Gigliomarino

Abbinamenti insoliti e una creatività che si fonde con la qualità

ATMOSFERE - Il giglio giallo galleggia sull'onda. E stampato su pareti, sedie e menu regala l'ennesima sfumatura di raffinatezza a un ristorante che fa dell'eleganza un'arte. Con il suo ambiente di charme, i suoi colori solari e l'immancabile tocco femminile della patronesse Patrizia Modica, il Gigliomarino si propone come un ristorante di classe ma assolutamente caldo e accogliente. L'ideale per una tranquilla serata a due o in compagnia degli amici più cari. Tanto, basta dare una lettura alla lista delle vivande per capire che quella che attende è un'esperienza all'insegna dell'eccellenza.

CENA - In cucina c'è lui, Michelangelo Citino, sangue calabrese e genialità italiana. Uno chef che ha già alle spalle una lunga esperienza gastronomica, visto che ha lavorato con Gualtiero Marchesi, ha affinato la sua maestria da Peck e ha affiancato Paola Budel al Principe di Savoia. E ora è arrivato al Gigliomarino (con lui c'è anche Alessandro Limonta, cernuschese puro e giovane promessa ai fornelli), pronto a deliziare i gourmet con le sue specialità a base di pesce e di carne. E perché no, anche con intriganti e insoliti connubi fra ingredienti provenienti da regioni diverse. L'esempio forse più riuscito? Il riso mantecato alla parmigiana con triglie e ciccioli al pepe nero, in cui tre ingredienti apparentemente inconciliabili si incontrano per dar vita a sublimi sapori. Ma ottimi sono anche la caciotta (di produzione propria) con funghi shiitake, scalogno arrosto e limone candito; ostriche in salsa vinaigrette; lumache di terra alla bourguignonne e carciofi; e carpaccio di tonno e branzino, puntarelle e vinaigrette all'acciuga. Giusto per iniziare. Per continuare con cavatelli freschi alla scorfano e fiore di broccoletto; zuppa di pesce con sedano rapa e rosmarino; ravioli neri di baccalà mantecato e gazpacho caldo; spaghetti di Gragnano all'astice e funghi; gamberoni su tortino di fave e crema al pecorino; branzino al vapore, passata di pomodoro fresco, capocollo croccante e pâté di olive nere; anguilla alla brace steccata al rosmarino in guazzetto di catalogna e cipolla rossa di Tropea in agro; pesce e verdura in tempura con salsa agrodolce, e rombo al forno con patate, funghi shiitake e salsa salmoriglio. Ricette ricercate e prelibate che non dimenticano la carne: galletto stufato con funghi porcini e olive taggiasche; entrecote di manzo alla griglia, puntarelle, pomodori e scalogno; e stinco d'agnello con cime di rapa e aglio dolce fritto. Per gli appassionati della tradizione non mancano pietanze ineccepibilmente made in Italy. Tipo i tagliolini neri alle vongole, la spalla di maialino e guazzetto di ceci rosa e, massimo esempio di binomio liquido-croccante, la zuppa di cozze, pomodoro datterino e crocchette di riso alla n'duja. Il tutto accompagnato da una buona carta dei vini (in cui appaiono anche spumanti e champagne) e chiosato da dolci deliziosi come il tortino al cioccolato con composta di pomodori verdi.

PRANZO - Ideale per pranzi (ma anche cene) d'affari, il ristorante propone un mezzodì all'insegna del buongusto, con piatti che variano di giorno in giorno a seconda del mercato (e della fantasia dello chef). Interessante il piatto unico (15 euro con dolce compreso), soluzione alternativa che compendia sapore e leggerezza. E comunque, l'alternativa è quella di scegliere à la carte.   

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