Fuori porta: quel che passa il "convento"

Alla Cucina San Francesco, in Franciacorta, per riscoprire il piacere dei prodotti del territorio

Colline, morbide e sinuose. Pronte a rincorrersi le une con le altre, dando vita a un paesaggio verdeggiante, punteggiato di vigne. La Franciacorta è la zona d'élite della provincia bresciana, spesso foriera di scorci di innegabile bellezza. E arrivati a Cologne basta alzare lo sguardo per ammirare i Cappuccini, un hotel de charme ospitato in un antico convento del Seicento. Un posto magico, dove la storia incontra il presente ma non dimentica la tradizione. E' sufficiente soggiornare anche un solo weekend per capirlo. Magari cenando (o pranzando) presso il ristorante interno, un ambiente di fascino ed eleganza (aperto anche agli esterni).

QUEL CHE PASSA IL CONVENTO - Materie prime genuine e prodotti del territorio, spesso provenienti dallo stesso ex-monastero: la gestione Pelizzari (padre, madre e i due figli, Marco e Francesca) punta al ritorno all'origine, alle cose semplici e alla naturalità, con tocchi di raffinata eleganza. E il ristorante la Cucina San Francesco ne dà prova, grazie all'utilizzo delle erbe dell'orto, dell'olio ricavato dagli ulivi che impreziosiscono la struttura (ora anche aromatizzato alla melissa, al rosmarino e alla citronella), delle marmellate di frutta e verdura fatte in casa (ottime compagne di formaggi ricercati e selezionati come la robiola ai due latti al porro e al radicchio, il Fatulì affumicato alla brace su legno di ginepro e il Bagoss), e del lardo e della pasta di salame artigianali. Ingredienti che entrano a far parte anche dei piatti proposti dalla giovane coppia di chef, Michele Lasco e Marina Poetini. Preparazioni che spaziano dalla carne al pesce, rivisitando di tanto in tanto le ricette classiche. Un esempio è il guanciale di vitello all'olio con finto ossobuco (patata scavata farcita con midollo) e verdurine glassate: originale riproposizione del celeberrimo manzo all'olio. Il tutto suggellato da buoni dessert del pasticcere Samuele Bianchi, fra cui non manca la fantasia al latte, bianca declinazione in diverse consistenze.

IN CANTINA - Suggestiva pure la cantina, che si sviluppa intorno al pozzo di raccolta delle acque piovane: un luogo d'atmosfera dove riposano circa ottocento etichette di vini nazionali e internazionali, selezionati con cura da Marco Pelizzari.

DORMIRE FUORI DAL CORO - Quattordici le camere, ex celle dei frati del convento, che si affacciano sul bel chiostro. Piccole oasi dominate dal silenzio e arredate con gusto: antichi pavimenti in cotto, travi e mobili in legno e tessuti naturali. Un riposo sereno, incoronato da una colazione a ritmo di torte e biscottini casalinghi, servita fino a mezzogiorno.

UN PO' DI RELAX - A brevissima distanza dall'hotel, ecco il Centro Benessere Elis, dove rilassarsi fra massaggi tradizionali e ayurvedici, trattamenti alla rosa e alle uve di Franciacorta (anche a quattro mani), sauna, bagno turco nonché percorsi in acqua con idrogetti nella piccola piscina scavata nella roccia (aperto a tutti, tutti i giorni, eccetto il mercoledì, dall 10 alle 20 e il venerdì fino alle 23).

PASQUA AI CAPPUCCINI - Silenzio, tranquillità e tante buone cose da assaggiare: il pranzo pasquale ai Capuccini si rivela goloso e sereno. Con un menu che omaggia la tradizione con un pizzico di innovazione: millefoglie di pane nero di seppia e baccalà mantecato con crema e chips di topinambur; la torta pasqualina che passa il convento; cannelloni di melanzane ripieni di ricotta e pasta di salame della Franciacorta; risottino al frappé di borragine con fave novelle e filetti di triglia croccanti; filetto di luccioperca in crosta di mais su zuppetta di piselli freschi, patate e pancetta nostrana con carciofi arrostiti; crema ghiacciata alla menta, profumata al cioccolato; agnello da latte arrostito allo spumante con patate al forno , puré d'aglio orsino e "fritura" alla bresciana; semifreddo alle fragoline di bosco con cuore ghiacciato al limoncello e biscotto di mais; caffè e vini selezionati (65 euro).

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