Fuori fuoco

Martin Schoeller fotografa sette grandi chef lontani dalla cucina

"È stata una delle esperienze più belle della mia vita: alzarmi alle 3 del mattino e vedere il contadino che per me apriva le risaie dove avremmo allestito il set fotografico". A raccontarcelo, con un tono dolce e gli occhi felici, è Davide Oldani, uno dei sette chef scelti da Lavazza per il calendario 2014. Dietro l'obiettivo quest'anno c'è Martin Schoeller, ritrattista di fama mondiale. Occhi nell'occhio con lui si sono trovati centinaia di celebrities, dal mondo della moda a quello della musica, dalla politica al cinema: Barack Obama, Jack Nicholson, Lady Gaga, giusto per fare qualche nome.

BELLI TOSTI - Assieme allo stellato del D'O, che ha posato nelle risaie attigue al suo ristorante, fra Cusago e Cornaredo, circondato da tre sexy mondine, fa parte del progetto Inspiring Chef anche il rivoluzionario Ferran Adrià, il cui scatto è la copertina all'albo. "Gli ultimi trent'anni sono stati i più eccitanti della storia della cucina. Essa è la manifestazione del pensiero, è una lingua meravigliosa grazie alla quale far dialogare i popoli", sostiene con convinzione el cocinero catalano, fiero di essere stato ritratto mentre guarda in una sorta di sfera magica, quasi a predire una nuova gastro-creazione. "Adrià è il numero uno, lo amo", interviene Antonino Cannavacciuolo, il gigante buono, dio Nettuno dei giorni nostri, fotografato insieme a ciò che racconta la storia della sua vita: il pesce. "Toglimi il pesce dalla cucina ed è come se mi avessi tolto un braccio. Quando vedo la mia foto, ritorno a venti anni fa, a quando facevo il pescatore e mia mamma all'alba mi dava la bottiglietta di vetro con dentro il caffè bollente", racconta il bistellato di Villa Crespi.

AROMA DI CULTURA - Si è trasformata in set fotografico per Massimo Bottura la Biblioteca Ambrosiana. "È uno scatto che mi rappresenta molto" - racconta l'executive dell'Osteria Francesca di Modena - "Le biblioteche sono la fonte del sapere, spingo sempre i ragazzi a studiare, non bisogna avere fretta di entrare in cucina". E se alla scorsa edizione di Identità Golose, il Massimo della cucina italiana ci ha stupiti leggendo Vieni in Italia con me di Umberto Notari, per la prossima edizione ci confida una possibile lettura di Uno Nessuno Centomila. Chi è nato prima, l'uomo o la gallina? È questo l'interrogativo tema dell'istantanea a Carlo Cracco, ideatore della ricetta a base di tuorli fritti. E dall'aia si passa alla campagna e ai profumi delle sue erbe, regno che ha fatto da scenario allo chef francese Michel Bras, patron di un incantevole Relais&Château nel Midi-Pirenei. Il suo scatto sembra quasi un omaggio alla Primavera botticelliana in cui la natura abbraccia il tristellato di Laguiole, ristabilendo un armonioso rapporto tra la Madre Terra e l'uomo.

È un gioco di equilibrismo l'immagine che chiude il calendario Lavazza e che vede protagonista Albert Adrià assieme al fratello Ferran: entrambi sul filo del gusto, si muovono nel segno della sperimentazione. Il baby cocinero di Barcellona è un funambolo che maneggia con destrezza gli ingredienti di una cucina contemporanea che interpreta in chiave fusion le gastro-contaminazioni dell'ars coquendi. "Non è stellato mio fratello", commenta Ferran, "Ma è molto felice così e con i suoi locali di Barcellona fa tanto per esprimere al meglio una cucina prêt-à-porter, a prezzi accessibili. I cosiddetti ristoranti del barrio sono un fenomeno dilagante in tutto il mondo ormai". E conclude: "Non esistono solo le macchine da Formula 1, ma ne esistono tante altre. La stessa cosa avviene in ambito gastronomico". Una bella lezione e un buon augurio per il 2014: che il futuro della cucina possa essere di tutti e non solo dei (grandissimi) chef-star.


A cura di:
Fabiola Badami
Mariarosaria Bruno

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