Food & Look

Al Q76, cibo e design si fanno espressione di tradizione e contemporaneità

Può la tipicità fondersi con la modernità? E la tradizione assumere un volto contemporaneo? Certo. E al Q76 la formula vale sia per il food che per il look. Per un risultato decisamente insolito.

COME IN UN LOFT - Prima, qui, c'erano le officine Caproni e si costruivano aerei. Ora c'è un ristorante. Ma il passato sposa perfettamente il presente e il presente non tradisce il passato. Nel senso che l'architettura industriale è rimasta tale e quale, riuscendo ad abbracciare elementi di evidente design. Ecco allora che i grandi volumi, le colonne in cemento, la resina del pavimento, gli inserti in pietra e l'acciaio dei tubi ai soffitti incontrano senza stridore il raffinato wengé dei tavoli, l'acqua che scivola lungo le pareti, il ferro scuro del bancone bar e le luci iridescenti. Un intreccio di materiali e concetti diversi che giocano fra loro dialogando in modo soft. E regalando una sorta di modern loft. Dove anche il sound ha la sua parte, animando le serate.

COOKING COOL - Bella e buona, la cucina riesce a onorare estetica, sapore e leggerezza. Come? Utilizzando i prodotti della tradizione in ricette dall'accento giovane e brioso. Senza mai dimenticare qualità e stagionalità. Insomma, una proposta semplice ma grintosa, prevalentemente di terra ma con quelle sfumature mediterranee che rendono tutto più lieve. E assaggiando i piatti in menu si va un po' su e un po' giù per l'Italia, un po' qui e un po' là, dalla pianura alla montagna, per poi camminare nel bosco e fare un tuffetto in mare. Sempre restando in equilibrio fra tipico e originale. Basta provare la cornucopia con bresaola, rucola e scaglie di grana con salsa vinaigrette; il margottino alla bergamasca con doppio cuore di Taleggio e crema di Gorgonzola; e gli involtini di carne con verdure, vestiti di pasta sfoglia e corredati da salsa allo yogurt. Per continuare con i tagliolini di pasta della casa con pomodoro fresco al profumo di basilico e spolverata di ricotta marzolina; il risotto agli scampi e fiori di zucca con pesto ligure; il petto d'anatra al miele e bacche di ginepro con timballo di carote; e il filetto di manzo alla griglia con cappello di funghi e pomodori canditi su letto di rucola. Per dessert, un diafano semifreddo al cocco e ananas o un noir cuore vivo al cioccolato. Caldo, of course.

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