Esotici sapori

Assaggio d'Oriente in punta di bastoncini

L'ondivaga vela rossa pende dal soffitto regalando un tocco d'atmosfera. Il resto è questione di luci  e di ombre, di pareti rubiconde e di candele baluginanti. Al Vietnamonamour ogni dettaglio è un inno all'eleganza e alla raffinatezza, con quel non so che di intimo e profondo.

FASCINO DISCRETO - Pochi tavoli, un romantico soppalco con pavimento in bambù e un ambiente raccolto e rassicurante: Christiane Blanchet e il marito Dario Arlunno hanno voluto creare un ristorantino di charme, l'unico a Milano che proponga vera cucina vietnamita. "Vi abbiamo messo davvero l'anima nel realizzarlo", racconta sereno Dario, piemontese di origine ma da più di vent'anni nel capoluogo meneghino. Però la gioia e la passione trapelano anche dal vivace sorriso di madame Blanchet, franco-vietnamita e da circa una ventina d'anni in Italia. Lei che, dopo aver lavorato nella moda e insegnato francese all'università, ha iniziato a disegnare una linea di abbigliamento capace di fondere il Settecento francese con le linee orientali e ha aperto un negozio (che porta il nome stesso del ristorante) in viale Col di Lana, dove propone abiti, accessori, ceramiche, vasellame, lacche e tessuti rigorosamente made in Vietnam. Gli stessi che impreziosiscono il locale, con corredo di tavoli e sedie in legno originali del bel Paese asiatico. Grazioso anche il giardino d'inverno, dal tetto in vetro apribile nella bella stagione.




CENETTA SOFT - Bianche, le tovagliette dai rossi ricami portano il simbolo di prosperità e lunga vita. Quasi un omaggio alla delicata e salutare cucina proposta. Leggera, deliziosa, poco piccante e poco dolce perché principalmente nord-vietnamita, con l'immancabile tocco francese dovuto alla colonizzazione. Christiane orchestra i piatti, due cuochi cinesi li interpretano a puntino. Il risultato sono ricette aromatiche e profumate, frutto di lunghe e sagge marinature e in cui sono le spezie a svolgere un ruolo di primo piano. Nascono così i nem (involtini di sfoglia di riso croccante con cuore di carne); i banh cuon (involtini di morbido riso al vapore con carne); il rouleau de primtemps (involtino vegetariano con salmone affumicato, menta, soia, carote e sfoglia di riso crudo); l'insalata di mango e quella di papaya verde; il pho (brodo con noodles, carne scottata e bouquet di spezie); il coccio di verdure al curry, latte di cocco e riso; il banh xeo (crêpe di farina di riso e latte di cocco farcita con tofu, germogli di soia, semi di loto, sesamo tostato e funghi profumati); il filetto di orata all'arancia in foglia di fior di loto e tortino di riso; i bun cha (bocconcini di maiale croccanti alla salsa di soia e nuoc mam con noodles e verdure a julienne; il cha ca (branzino alla curcuma e aneto, noodles e broccoli saltati); l'anatra confit e ananas caramellato e il pollo marinato al miele e zenzero. Per concludere con dolci dal tocco esotico: crème caramel al latte di cocco, coulis di mango alla crema di yugurt e torta al cioccolato fondente al peperoncino e salsa allo zenzero. Una cucina perfetta anche per vegetariani e celiaci, grazie all'alto utilizzo di ortaggi e al basso contenuto di farina. Da bere? Spumanti e champagne, vini bianchi e rossi italiani, noché ottimi nettari da dessert come il Mas Amiel Vintage 2004, il Maury Vieille Réserve 1992 e il Verlit passito. Senza dimenticare un buon caffè vietnamita.

A PRANZO - Più snella l'offerta ma altrettanto gustosa: due piatti da scegliere fra sei alternative tratte dal menu che variano periodicamente (bevande escluse).

NOTTI ETNICHE - Rossa, lavanda e salmone: sono i colori delle tre camere del bed & breakfast annesso al ristorante e sito nei piani superiori del bell'edificio di inizio Novecento. A disposizione vi sono infatti due doppie e una singola (da 80 a 120 euro). Per provare l'ebbrezza di una notte accarezzata dal fascino d'Oriente e magari anche di una prima colazione vietnamita (su richiesta) con tanto di zuppa calda a infondere calore ed energia.

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