Carica carioca

Churrasco e specialità brasileire per una cenetta tenera tenera

Si sa, la carne è debole. E cade. Ma se cade dagli spiedi è buon segno: significa che il girotondo goloso sta per iniziare. Succede in churrascaria, ovvero in quel locale dove prende vita il rito del rodizio, sorta di ghiotta danza in cui il cameriere serve a tavola, con un taglio netto dall'alto verso il basso, una serie di prelibatezze rosolate sulla fiamma.

CHURRASCO E CUGINI - Piatto simbolo del Brasile, il churrasco ha un'origine antica. Furono infatti i gaúchos del Rio Grande do Sul ad averlo consumato per primi nel XVII secolo. I mandriani delle pampas, dopo aver macellato i bovini, usavano prendere un pezzo di carne e arrostirlo tutto intero in una buca ricavata nella terra, "insaporendolo" con le ceneri del braciere stesso. Un modo un po' rustico di mangiare, che via via si è andato perfezionando, approdando al novello megabarbecue con tanto di spiedi che girano e rigirano, per poi essere portati al desco. Insieme ad altre specialità, patrimonio di una tradizione che abbraccia la terra e il mare, passando per la foresta. E a Milano non mancano certo i posti dove sperimentarle.

SPIEDO A VISTA - Prima si ammirano. Perché gli spiedi del Balança Brazil (via Ambrogio Binda 19, tel. 02 36508180) sono rigorosamente a vista, separati dalla grande sala solo da un vetro. Poi si assaggiano, in ben dieci gli step mangerecci, che possono cambiare da sera a sera, senza mai tradire l'appetito. Ecco allora linguiça (salsiccia), frango (coscette di pollo), cupim (reale di manzo), presunto (prosciutto), picanha (codone di manzo), carneiro (agnello), tacchino e pancetta, chuleta (controfiletto) e, novità assoluta, quagliette, capriolo e cinghiale. Il tutto chiosato da scamorza e ananas caldi nonché corredato dall'immancabile compagnia di riso bollito, fagioli, farofa (farina di manioca saltata in padella), polenta e manioca fritte e vinaigrette. Un ricco rodizio, a cui fanno da prologo la sfilata degli antipasti a buffet e un piattino di sfiziosità brasileire: kibe (polpettine di carne alla menta), risoli (panzerottini ripieni di prosciutto e formaggio) e pão de queijo (panini al formaggio). Giusto per solleticare il palato. A renderlo dolce ci pensano invece i dolci, fra cui la torta prestigio (cocco e cioccolato), quella alla maracujà e quella al caffè, il pudim (sorta di crème caramel) e il quindim (con tuorli d'uovo, latte e cocco).

LA CUCINA DI NATALIA - Lei è brasiliana, dell'isola di São Luíz. Lui è italiano, di Ischia. Lei cuoca. Lui sommelier. Natalia Costa e Lucio Filisdeo sono una coppia vincente, nella vita e nella ristorazione, visto che da nove anni dirigono l'Oficina do Sabor (via Gaetana Agnesi 17, tel. 02 583049659). Un locale dalle vivaci atmosfere, dove si mangia anche bene. A partire dagli antipastini, come l'insalata di cuori di palma, il morbido sformato di baccalà, la torta di pollo, l'insalata di sedano, mele e noci e i dorati fagottini ripieni di gamberi da abbinare a una gelatina di fragole e peperoncino. Bontà casalinghe, a cui far seguire il classico giro di carni. E se si volesse assaggiare qualcosa di diverso? Ecco la moqueca de peixe (tranci di salmone con gamberi in salsa di cocco con riso bianco).

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