Bollicine al Bistrot

Champagne e italiane golosità per un incontro raffinato

La Flûte si è fatta in tre. Tre anime per tre cuori spumeggianti: società imprenditoriale che seleziona champagne d'autore, concept store e, ora, anche bistrot. La Flûte Bistrot per l'appunto, in pieno centro storico meneghino, a pochi passi dal Castello Sforzesco. Uno spazio elegante e charmant, nato dalla collaborazione fra Delphine Veissiere e la trattoria gourmet Artidoro, per proporre ai buongustai il felice connubio fra bollicine francesi e ricettine di italiana matrice. 
 
FRA LUCE E MATERIA - Soffuse e ambrate, le luci concorrono a creare un ambiente tra l'etereo e il materico. Stimolando tutti i sensi, proprio come un calice di champagne. Arredi che nelle tonalità, nelle forme, nelle trasparenze e nelle opalescenze rammentano il terroir della Champagne e il brio delle bollicine. "Lo champagne è stato una fonte d'ispirazione meravigliosa", dichiara l'architetto-sommelier Francesco Lucchese dello studio Lucchese Design, che ha firmato il concept degli interni. Et voilà il plexiglass, le campane di luce, le bolle di vetro sospese, le onici retroilluminate, le pareti a specchio e il pavimento in resina, di un dorato liquido capace di amplificare l'effetto luminoso. Una location creativa e innovativa, aperta dal lunedì al sabato dalle 11 alle 2 di notte, ideale per un aperitivo, un pranzetto, una cena sfiziosa o semplicemente una pausa golosa.

SFIZI & CHAMPAGNE - La carta? Un viaggio fra champagne di piccoli vigneron e grandi maison, per una proposta dettata dalla passione. Ecco allora chicche al calice come il Krug Brut Grand Cuvée e il Cristal Brut Millésimé 2002, ma anche il Brut Sélection firmato Janisson-Baradon, equilibrato assemblaggio di chardonnay e pinot nero, affinato per 24 mesi e servito in una flûte, all'ora dell'aperitivo, a 8 euro. Senza dimenticare pregiati nettari in bottiglia quali il Louis Roederer Blanc de Blancs Millésimé 2003 e il Bollinger Brut La Grande Année 1999. E il menu? Semplice ma curioso, con pietanze da abbinare sapientemente agli champagne. Della serie: mignon di pane bianco al sesamo con caviale di melanzane e burrata di Andria; tegamino con uova in camicia, insalata di spinaci novelli, crostini e bacon; open face sandwich con pollo alla brace, insalata di germogli e formaggio cremoso; e conchiglie di semola gratinate e ripiene di burrata, tonno e pomodoro. E ancora, giro di formaggi pregiati (sia giovani che stagionati); Cecina de León e mortadella con verdure in agrodolce; culatello di Zibello; piccole tartare di manzo corredate da ortaggi freschi e salse speziate; nonché finale in dolcezza con strudel di mele, gelati, sorbetti, spiedini di frutta con fonduta al cioccolato bianco e brigidini con salsa alla vaniglia. Infine, due giorni speciali: il mercoledì per la selezione di ostriche e il giovedì per le provocazioni gastro-extra-vaganti.

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