Il Vicolo di Corsico

Alla corte di Remo

Al Vicolo di Corsico ci si lascia tentare dalle delizie del mare

Remo rema. Con prudenza, pazienza, estro e sapienza. Per pescare il meglio dal mare e proporlo secondo il piglio creativo del momento. Sì, perché a Il Vicolo di Corsico, a due passi dal Naviglio Grande, laddove un tempo se ne stava una stazione di posta, il menu alla carta non esiste. C'è invece la sorpresa di una cena che chef Briziarelli mette a punto seguendo la fantasia dell'attimo. E servendo il tutto in un ristorante che alla classica eleganza sa abbinare un tocco di rustica ruralità. Incarnata nell'abbeveratoio-fontana occhieggiante lungo una parete; nei soffitti in legno a cassettoni e negli agricoli attrezzi che spiccano nella saletta-privé. Mentre pavimenti in cotto e mattoni a vista incorniciano la cucina. E una bucolica corte accoglie i golosi viandanti, salutandoli all'ombra di un maestoso alyantus. L'albero degli dei o della felicità.

DELIZIOSO DIVERTISSEMENT
- "Chi viene a mangiare da me deve fare un atto di fede", dichiara con guttural voce il romano anfitrione Remo. Che si destreggia tra salotto e fornelli cercando di carpire la personalità degli avventori. Al fine di realizzare un percorso degustativo sartorial-sensoriale, pensato su misura per ciascun tavolo. "Devo capire se posso osare. E se l'ospite può accettare di sporcarsi le mani con le cozze oppure no", continua il cuoco. Il cui piatto forte è proprio una sugosa, sensuale e piccantina zuppetta di cozze sarde (di Arborea) e ceci. Sempre assicurandosi anticipatamente di eventuali allergie o intolleranze alimentari. E non trascurando mai stagionalità, qualità degli ingredienti e offerta del mercato del dì. Per un mediterraneo gastro-divertissement emozionale. Ecco allora che potrebbe capitare di assaggiare il crudo-cotto di seppia. Presentata nuda e pura, lavorata con sale di Guérande alle alghe e avvolta da una zucchina; e grigliata, preziosa di sale al limone profumato alla lavanda e accoccolata su un letto di peperoni al forno. Una pietanza in equilibrio fra orto e acqua, completata da germogli di ravanello sango, ristretto di balsamico e cristalli di sale al nero di seppia. E per un primo succulento? Paccheri di Gragnano ripieni di melanzane flambate al cognac, scampi di Mazara del Vallo e germogli di asparagi. Mentre mandorle e pere fanno da velata veste al roseo jumbo dell'Atlantico (astice americano) scottato in forno. Per un secondo dal mood morbido-croccante.

IN BRODO DI GIUGGIOLE - Un'ars coquinaria sagace e audace, ma anche eterea e soave quella di Remo. In cui puntiglio e passione sposano la massima attenzione. Veri condimenti di prelibate tentazioni in grado di mandare in brodo di giuggiole. Anzi, il dolce liquore (a base del tipico frutto oval-tondeggiante) arriva davvero. A far da gongolante suggello ai dessert. Fra cui il vaporoso tiramisù, dall'amarotica spolverata di cacao, e la crema al mascarpone profumata al Calvados, pronta a celare un cuore di burrata. E se nel calice finiscono nettari italiani bianchi e rossi nonché ricercati Champagne, sul pane (fatto in casa) piove l'olio extravergine Apulio, figlio monocultivar di oliva provenzale, firmato dall'azienda foggiana Roberto Cordisco. Che, in esclusiva per Il Vicolo, ha creato una mignonette da degustazione. A proposito, un viaggio gourmet siglato dallo chef ha un costo di 65 Euro (due-tre antipasti, primo, secondo, dolce, caffè e acqua). Ma non manca una proposta più smart, valida sia a pranzo sia a cena: due portate di pesce, con corredo di acqua e flûte di vino a 22 Euro.

NEL GARDEN GOLOSO
- E in alternativa alla classica cenetta? Su prenotazione, va in scena l'apericena, nella suggestiva corte interna. Un royal buffet ritmato da ghiottonerie e originali stuzzicherie al prezzo di 10 Euro, con tanto di drink o di calice al seguito. Un'occasione per trascorrere una serata conviviale, conversando col sapore sotto le stelle di fine estate.
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