Food

Abbraccio casereccio

Quando cenare al ristorante è un po' come sentirsi a casa

Gli ingredienti sono controllati e spesso scelti personalmente dal patron o dalla patronesse. L'ambiente è rilassato ed è bello sedersi a tavola per staccare dalla routine, ritrovare vecchi e nuovi amici e scambiare quattro chiacchiere con l'oste simpatico e cordiale. È così che il ristorante si fa luogo casalingo: per assaggiare portate semplici ma gustose delle diverse realtà regionali italiane; oppure  perché no, cenare con la pizza. Ma attenzione, preparata secondo i dettami di Napoli & dintorni.

UN PO' QUA E UN PO' LÀ - Al ristorante Tarantella la cucina è mediterranea, con prevalenza di piatti di carne e pesce sempre di ottima qualità. Come i tagliolini skipper di mare, il filetto di angus al pepe nero, la fiorentina di scottona (cotta al forno a legna) e le tagliate di manzo con funghi porcini o carciofi. E come anche i bocconcini di tonno fresco nelle due versioni: alla siciliana o fusion, scottato con aglio, zenzero e sesamo. Oppure si può optare per un piatto della tradizione come il filetto di spigola all'acqua pazza, una cottura leggera con verdurine in guazzetto. Ancora un girotondo mediterraneo al ristorante Da Cecco, dove la freschezza degli ingredienti è assicurata da rifornimenti giornalieri. Ecco allora una serie di cibi caserecci e rassicuranti: tagliere di affettati abbinati a sottoli calabresi (pomodori secchi, melanzane, lampascioni, olive schiacciate e peperoncini ripieni di tonno e capperi); bruschette miste; risotto alla milanese all'onda o al salto; vermicelli allo scoglio vestiti (coperti con la pasta della pizza); cotoletta alla milanese (a orecchia di elefante) sia in versione primavera che alla lacrima (con formaggio fuso); e orata o branzino al sale o alla griglia. Nel forno a legna, invece, vengono cotte le pizze: al Tarantella si spazia dalla classica Margherita alla Valtellina e alla Maison Philippe (con fonduta di formaggi, speck e noci); Da Cecco, dopo che la pasta è lievitata a lungo, si possono assaggiare il soufflé, una sorta di portafoglio ripieno di mozzarella, crescenza e spinaci, ingentilito da rucola e grana, i calzoni e deliziose focacce. Il tutto inaffiato da un buon calice di vino o un boccale di birra.

VERSO SUD - Al Ristorante Da Giulia, l'originalità è contenuta e non sconfina in inutili lifting ai piatti che, per contro, mantengono viva la cucina tipica del Sud d'Italia, con uno sguardo particolare alla Puglia. Per cominciare, sfiziosi antipastini come i filetti di alici gratinati o gli stucchini di pesce spada affumicato con julienne di finocchi crudi. Poi, via con pasta (tutta fatta in casa) alla Norma con melanzane, ricotta infornata e pomodoro; parmigianina di spada (rilettura intrigante della più classica parmigiana); orecchiette con concassé di pomodori, rucola e stracciatella di Andria; spaghetti alla chitarra con vongole veraci e crema di zucchine; pasta con broccoli verdi e mollica tostata; e gratin di calamaretti con zucchine e carote. Sicilia forever, infine, al Malyan's con patron Angelo a far da orchestratore a una proposta verace con tocco fantasioso: alici gratinate con arance e pinoli; polpettine di sarde con pinoli, uva passa, pomodoro e menta (e qui la scarpetta è d'obbligo); caponata e parmigiana di melanzane. Per continuare con tagliolini alle alici, pinoli, uvetta e pomodori secchi (anche nella versione con pomodoro e finocchietto selvatico); triangoli di spada al pesto siciliano; tortelloni di melanzane su fonduta di Ragusano e vellutata di pomodoro; e margherite di mare al sugo di mazzancolle. Prima di andare via, l'arrivederci è d'obbligo.

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