Byblos

La grande ammucchiata

Quando si parla di sfilate vengono sempre in mente gli stilisti, le modelle che indossano abiti da sogno, i vip, la stampa e i compratori di tutto il mondo, ma dietro c'è un altro mondo molto complesso ed è quello degli organizzatori e degli uffici stampa. Molti pensano che correre da un parte all’altra della fiera o in altre location per vedere una sfilata sia emozionante, piacevole e gratificante, ma non sempre è cosi, infatti per il defilè di Byblos un'enorme calca di gente attendeva il momento di poter entrare, ma ad un tratto è stato vietato l’ingresso a tutti, a coloro che avevano il posto a sedere e gli standing... potete immaginare la baruffa tra coloro che pretendevano di entrare e il servizio d’ordine che affermava che la capienza della sala era esaurita e che gli inviti spediti erano di numero superiore alla capienza della stessa. Che circo...

Comunque siamo riusciti a vedere la sfilata attraverso un mega schermo.
La musa ispiratrice della collezione è stata la cantante americana Kate Bush, famosa negli anni ’80.
Le linee proposte sono asciutte e strutturate; i volumi e gli spessori sono desunti dal broccato e dal principe di galles; le proporzioni sono minime e perfette; i colori sono vari e si mesciano tra loro grazie alle mille righe delle maglie.
Le gonne sono rese più femminili dai volant e arricciature poste sul retro; ritorna la gonna a pantalone che arriva sino al polpaccio.
La seta è arricchita da stampe “tigre tibetana”; le scarpe in camoscio hanno i tacchi alti e le borse hanno i manici sagomati.

di Leo Pedone

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