Appuntamento alle 18

Può un negozio preservare l'ingenuità e il desiderio di un mondo privato? Per conferme prego recarsi a Le 18

Nella frenesia di shopping milanese è sempre difficile fermarsi a riflettere sull'iter che precede la creazione di un abito, un gioiello, un tappeto o un lampadario. Tutto sfugge rapido sotto il desiderio un po' cieco di acquisto. Poi, si vede questa vetrina coloratissima, da cui piovono nuvole stilizzate, bijoux creati dal nulla e una vena di design che colpisce. Allora si entra a Le 18, un mondo a sé, nato dalle teste e dalle mani di Elisa Sozzi e Debora Pace, formatesi fra lo Ied e il design d'interni. Un negozio-laboratorio dove fermentano le idee. Anche quelle dei collaboratori selezionati dalle due titolari.

WORK IN PROGRESS - L'entusiasmo è alto. Le due ragazze non smettono di stupire con una vena creativa incentivata dalla clientela che passa per questa minuta vetrina; quello che si preannuncia è una calda attitudine a vivere il design, senza elitarismi o obblighi estetici, ma libertà e fantasia in ogni sua forma. Allora il negozio diviene uno studio di progettazione, come dimostra il soppalco o il tavolo di legno che si stende sul fondo della sala al piano inferiore, e gli oggetti esposti sono solo uno prologo alle mille varianti che possono assumere. Su richiesta, of course.

UN PERCORSO NELLA CREATIVITÀ - L'idea di Debora e Elisa si sprigiona nella gestione stessa del negozio, dove il pubblico conosce una parte dei lavori e ne vede nascere ogni giorno di nuovi, fra spille, tappeti, scarpe e camicie dal taglio sartoriale costruttivista, frigoriferi dall'aria rétro, pupazzi aggressivi e gabbiette d'uccello in ferro battuto. Entrando, lo sguardo inghiotte un sostrato di colore e tessuti diversi, il tutto senza distinguere precisamente gli oggetti. Poi, una volta istigata la curiosità, l'occhio si sofferma e incomincia ad analizzare la delicatezza e l'artigianato che si cela dietro ai lavori, complice una vezzosità che forse spesso dimentichiamo. Alzando lo sguardo, ecco il tavolo di betulla e ferro bianco, quale metafora di capostipite creativo. Scendendo lungo la scala addobbata di abiti e pins, si entra in un salotto colorato e caldo, fra tavolini e tazzine, tv color arancio, abiti dai tessuti morbidi e giganteschi fiori applicati, immagini stilizzate di street art, lampadari di vecchie forme solide reinventate e un carrello della spesa colmo di t-shirt. Infine, un paravento quasi decorazione e un tavolo da lavoro di legno macchiato di vernici diverse.

UNO SPAZIO VERSATILE - Le 18 non si limita al binomio laboratorio e shop. E non si accontenta di essere un mondo a sé. Anzi, continuamente in movimento, diviene spesso anche location per set fotografici con tanto di truccatori e stylist che animano il salotto inferiore in pieno orario di boutique, nonché per mostre e lanci di collezioni. Immancabile l'appuntamento al dolcissimo scoccare dell'ora X, le 18.00 appunto, con merenda a base di nocciole piemontesi. Allora davvero si percepisce il punto di forza del negozio: il naturale creare, dove non c'è stress o pressione produttiva, ma esigenza di esprimere concretamente un benessere mentale. Anche attraverso gli oggetti.

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