Vite (R)esistenti: biografie di uomini e donne invisibili

Il film sulla vita di Raymundo Gleyzer apre la nuova rassegna sui film biografici

Domenica 16 settembre il film sulla vita di Raymundo Gleyzer ha aperto la nuova rassegna sui film biografici.

127 MINUTI PER RACCONTARE - A presentare il film il produttore milanese, Gianfilippo Pedote, sottolinea la drammaticità ed insieme la forza delle immagini e delle scene di questo documentario: "La vita di Raymundo è l'emblema del coraggio e della coscienza di essere un uomo come tanti altri, ma con il compito e l'impegno di raccontare e denunciare, di riprendere e fare del cinema uno strumento di diffusione delle idee della rivoluzione". Le note di vita privata si intrecciano alla vita universale di ogni uomo dell'Argentina e dell'America Latina negli anni settanta: la dolcezza degli sguardi della moglie, i racconti della mamma e dei suoi amici registi sono inframezzate dalle marce dei militari e delle lotte operaie. Le scene in bianco e nero degli indios del Brasile diventano paradigmi universali e, accostate alle riprese del popolo cubano e alle foto di Zapata e della "rivoluzione congelata" del Messico, raccontano la miseria e la disperazione nei volti dei bambini in condizioni di povertà assoluta. Il regista diventa un uomo "al servizio dei lavoratori", così Raymundo documenta " la situazione politica e sociale nell'America Latina a partire dal 1963".

UN FILO SOTTILE LEGA LE VITE - Al  Parco presso lo Stranglehold room la rassegna continua, mercoledì 19 alle 16.00 e venerdì 21 alle 19.30, con le proiezioni dei cortometraggi selezionati per "raccontare le vite in lotta contro un ambiente ostile, un governo diffidente, una memoria che ingurgita e dissolve". Da Napoli all'Iran, dalla "vita quotidiana nella regione amazzonica del Brasile" al West-Berlin la cinepresa passa nelle mani di registi più o meno famosi per raccontare le "Storie di uomini e donne non comuni", le vite di australiani ed il piccolo mondo di un villaggio della Russia. Un sottile filo di lana, come un percorso invisibile, lega, stringe e trasforma l'esistenza di persone normali in simboli di sopravvivenza e di lotta per la giustizia, per la democrazia e la libertà: con questo messaggio la rassegna, tra intrattenimento e cultura, illumina spazi di riflessione culturale e sociale al milanofilmfestival.

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