Tocororo de fuego

Danze caraibiche e cibo criollo per una non stop dalle atmosfere calienti

Musica, musica, musica. E balli scatenati, gioco d'anche e movimenti sensuali. Cubaneando, la fiesta che l'ultima domenica di ogni mese anima il Tocororo, il 30 aprile è stata più effervescente che mai.

La lunga fila all'entrata già presagiva un successo di pubblico. Ma era varcata la soglia che ci si rendeva conto dell'affluenza degli ospiti: più di trecento prenotazioni per un tutto esaurito, sia nelle sale del ristorante che nell'attiguo Ranchon, la capanna con tanto di tetto in legno e foglie di palma.

E, se qualche instancabile temerario già faceva capolino verso le 14 del pomeriggio, è stato alle 18 che la kermesse ha iniziato la sua vibrante ascesa. Tavoli apparecchiati per la cena, Dennis, Alina y Los Amigos a provare gli strumenti e poi via, per un tuffo nell'infuocato sound latino.

Ombelico al vento, lunghe treccine e candidi sorrisi, gli amici cubani non hanno risparmiato le energie. E gli appassionati italiani accorsi alla festa li hanno emulati a perfezione, bailando la salsa con naturalezza.

Effetti della musica, del calor de Cuba e del sabor della comida, preparata per l'occasione. Che di più sabrosa non ve n'era. Vittoria e Adriana Comini, le due sorelle che gestiscono il locale, hanno voluto realizzare tutto alla perfezione. E lo chef Machy Fernandez Dominguez ha contribuito al risultato con prelibatezze in versione piatto unico. Ecco allora deliziosi camarones a la parilla (gamberoni alla griglia), pollo asado rancho luna (pollo al forno con arancia amara), costilla de cerdo a la cubana (braciole di maiale alla cubana) e bistec de res con mojo crollo (bistecca di manzo con salsa creola). Il tutto in accompagnamento ad arroz blanco (riso bianco), frijoles negros (fagioli neri), viandas (patate, yuca e banane fritte) ed ensalada de estaciòn (insalata di stagione).

Da sorseggiare, in abbinamento alle ricette oppure da soli, c'erano la buona birra cubana Mayabe, freschi cocktail come Mojito, Caipirinha, Canchànchara, Daiquiri, Margarita e Piñacolada e ottimi analcolici alla frutta.

E così, tra balli, sorsi e bocconi, il movimiento è proseguito fino alle 23 per poi trasferirsi al La Jiribilla (in via De Gasperi 14 a Corsico), associazione di musica, danza e spettacolo dove Manolin El medico de la Salsa ha tenuto il suo concerto dopo quattro anni di assenza dall'Italia. La sua è una storia strana. Per lui, figlio di una cantante campesina cubana e di un compositore, cantare è stato naturale. Poi è divenuto medico, ma quando ha compreso che la musica era la sua vita si è trasformato ne El medico de la Salsa. Per guarire gli inguaribili appassionati delle note calienti.

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