E cinque. Diretto da una squadra di tutto rispetto (Max Casacci, Fabrizio Gargarone, Alberto Campo, Cosimo Ammendolia), il Traffic Torino Free Festival lascia cadere qualche velo intorno all'edizione 2008, tra novità e conferme. Immutata resta certamente l'essenza della manifestazione: il suo spirito libero e la voglia di coinvolgere tutta Torino per una cinque giorni di frenetico, ininterrotto ritmo.

PUNK ON STAGE - L'appuntamento è dall'8 luglio al Parco della Pellerina, quando avranno inizio i concerti, ma anche le mostre, le proiezioni cinematografiche, gli incontri letterari, perchè spiega Casacci: "La musica non nasce dal nulla, e dunque per questo Traffic nasce come un festival "multidisciplinare". Nucleo tematico del 2008 sarà il punk, mentre la chicca che gli organizzatori regaleranno ai fedelissimi e ai prossimi neofiti del Traffic è la presenza on stage niente meno che dei Sex Pistols, anticipati dai Gallous. I nomi dei partecipanti non sono tutti noti poiché le trattative devono ancora concludersi, ma Casacci annuncia che quest'anno sarà Manuel Agnelli ad avere carta bianca per un'intera giornata di festival. E poi ci sarà quello che Brian Eno ha definito il miglior gruppo che si possa trovare attualmente in circolazione: i Battles, in arrivo da New York.

IZZ TRU! - Tra qualche mese Torino sarà nuovamente sotto l'energico assedio del suo Festival che attira giovani e non da tutta Italia e dall'estero. Per la città il 2008 è anche l'anno in carica come capitale mondiale del design, perciò le gallerie d'arte fremono, mentre al Museo Nazionale del Cinema ci saranno proiezioni speciali e probabilmente non mancherà quella del documentario girato da Chiara Pacilli e Paolo Ferrari, intitolato Izz Trù - Storie del Traffic. Una testimonianza che raccoglie quel che accade da una parte e dall'altra del palco, e a da una parte all'altra della città, che come consueto durante il festival si dimentica di andare a letto a dormire. Lungo i Murazzi i dj set faranno tirare l'alba sul Po. Nelle passate edizioni il Jam Club e Giancarlo erano i cuori pulsanti della vita notturna torinese. Quest'anno c'è un po' di apprensione per Giancarlo, andato distrutto dopo un incendio dalle cause ancora sconosciute.

Ricorda Casacci: "Quattro anni fa ci siamo chiesti come sarebbe stato possibile trasformare una serie di concerti in un Festival. Questa parola evoca atmosfere anni '60 e '70, che oggi però non sono più proponibili. Noi abbiamo lavorato su linee tematiche, puntando su serate irripetibili, perchè certe riflessioni non si possono esaurire in un solo concerto". Aspettiamo allora di poter vivere la declinazione 2008 di questi propositi.

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