Photonik

Una festa inebriante per la notte bianca milanese ripopola la Bovisa

Nell'area industriale del quartiere Bovisa, situato a nord di Milano, a parte grandi strade e qualche capannone ogni tanto, non si trova un granchè. Forse proprio per questo, qualcuno ha avuto l'idea, decisamente geniale, di costruirvi uno spazio completamente fuori dall'ordinario. E' stato così che è nato, diversi anni fa, Areabovisa, uno spazio espositivo di 1.300 mq, terzo e ultimo piano di un ex-edificio industriale d'epoca razionalista, caratterizzato da una spettacolare rampa elicoidale esterna. Da allora fino ad oggi, Areabovisa ha ospitato le iniziative più disparate, avvantaggiata anche dalla flessibilità della sua struttura: mostre, sfilate, incontri aziendali, conferenze, presentazioni stampa, riprese video e fotografiche si sono alternate "amichevolmente". Non ultime le feste, sempre affollatissime e scatenate.

Ovviamente, il "locale" non poteva non avere un ruolo di spicco anche in questa Festa di Primavera e, nella luminosissima notte bianca del 25 marzo, ha dato il meglio di sè. Per centinaia di metri tutt'intorno, non si vedevano che macchine parcheggiate. Identico colpo d'occhio all'interno, letteralmente zeppo di gente. Cosa che risulta ancora più incredibile se si pensa al costo della serata, di ben 10 euro senza consumazione. Nota di merito agli organizzatori e ai pr, senz'altro, ma anche al nome che questo spazio si è riuscito a creare grazie al successo delle proprie iniziative, che hanno generato un passaparola incredibile. Io stessa vi ho incontrato per caso un sacco di amici... ma questa è un'altra storia.

La serata si intitola Photonik: un evento musicale e visivo presentato da Opposticoncordi, CCZK, Mad In Italy e il Fotoblog Snep. Il piano terra, la sala 1, diciamo, appare subito affollata, ma non troppo da star male. Sarà che è all'aperto, c'è solo la tettoia costituita dalla rampa a proteggere, e quindi non si patisce il caldo. Inoltre si balla con un minimo di "distanza di protezione". E' già mezzanotte inoltrata e c'è hip hop.

Nella sala gigantesca del primo piano, invece, la parola delirio è un eufemismo. Un caldo asfissiante appiccica ancora di più le persone le une alle altre, che affollano la sala in ogni suo centimetro quadrato. Sono tutti euforici, frizzanti. La house di dj Lele Sacchi li fa scatenare, inebriare. L'atmosfera, icredibile, è davvero quella di una festa! Nel frattempo anche la musica di sotto è diventata house... house ovunque o tutti come se fossero nella propria house? Non saprei... so solo che sono le 6.00, anzi le 7.00, visto che bisogna cambiare l'ora, e, anche a me che non piace la house, il tempo è volato.

Gli uccellini della albe primaverili si cominciano a sentire anche nel cielo grigio-blu di Milano e, completamente stravolta, ma inebriata, torno a casa con prudenza, facendo attenzione alla guida, agognando il letto.

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