Non lasciateci soli

Il 17 e il 23 dicembre due iniziative per rendere il Natale delle famiglie colpite meno doloroso

E' ANCORA IL 18 SETTEMBRE - Il 18 settembre per gli abitanti di via Lomellina purtroppo rimarrà nella storia. E non solo nella loro, ma in quella di tutta la comunità milanese. Il Comitato di Solidarietà di via Lomellina, creato dalle 81 famiglie coinvolte nel crollo della palazzina al civico 7 e nei danni della palazzina di fianco al 9, organizzerà il 17 dicembre una ricorrenza nella via, che verrà chiusa al traffico, non solo per ricordare le vittime della strage, ma anche per cercare di sostenere concretamente i sopravvissuti rimasti colpiti. Ci saranno bancarelle allestite dai negozianti di zona e una sottocrizione a premi, con l'unico scopo comune di raccogliere fondi. Inoltre, il 23 dicembre una fiaccolata accompagnata da cori illuminerà la memoria delle vittime. Gradita, per entrambe le occasioni, qualsiasi forma di donazione, in oggetti o in denaro (Su conto corrente n. 8000 - ABI 03500 - CAB 01602 Banco di brescia Filiale Milano 16, intestato a "Comitato di Solidarietà per via Lomellina").

LA VIA DI MIRACOLO A MILANO E BEPPE VIOLA - "Via Lomellina, in arte via Lomella, era considerata subito dopo la guerra una zona poco raccomandabile della raccomandatissima città di Milano (...) L'hanno saputo anche i tedeschi e gli americani, i quali da quei puritani che sono hanno pensato bene di bombardarla un po', con la scusa che vicino a via Lomellina c'era la ferrovia e c’erano delle baracche. Le baracche erano vere, autentiche (...) Le baracche di via Lomellina facevano proprio miseria, tanto che un giorno Cesare Zavattini e Vittorio De Sica, sempre a caccia di cose barbonesche, dissero: "Guarda che baracche ci sono qui, chissà al cinema come vengono bene". Fecero Miracolo a Milano e il film girò il mondo fra grandi applausi. Chi ci rimase male fu il Comune di Milano: così, dopo i bombardamenti dei tedeschi e degli americani, il Comune di Milano rase al suolo questa povera via Lomellina (...) Adesso Via Lomellina è tutta cambiata, non ci sono più bombardamenti da un po' di tempo in qua e allora la gente ha potuto mettersi su un po' in grazia di Dio, tanto è vero che ci sono perfino i supermercati, i parrucchieri per uomo e signora (le scuole no, quelle non ci sono ancora), boutiques come se piovesse." Queste la parole del grande giornalista e scrittore Beppe Viola, che durante la sua breve vita ha abitato a poche decine di metri dal disastro, e che adesso chissà cosa scriverebbe a riguardo. Magari assieme al suo amico Jannacci, che alla via aveva dedicato la canzone "E io ho visto un uomo". Probabilmente entrambi, non solo Beppe, sarebbero viola dalla rabbia.

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