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Milanodabere a Sanremo 2006

Perchè a Sanremo l'importante è che non piova

"L'importante è che non piova", con queste parole dette a inizio viaggio dalla mia collega BJ si apre la nostra avventura a Sanremo 2006. Partite con le idee non ben chiare sul nostro ruolo nella cittadina del Festival, eravamo pronte a ricevere quel che veniva, ma anche decise a far in modo che qualcosa avvenisse. La decisione di mandarci come inviate di Milanodabere è stata presa solo una settimana prima dal nostro editore, ma tutto ha girato come doveva girare. Non appena ricevuta la lieta novella, ho chiamato tutti gli alberghi segnalatimi dall'Uffcio per il Turismo locale, che ha prontamente risposto alla mia richiesta di aiuto. Mi ci è voluto un po' per trovare una stanza, ovviamente era tutto pieno. Quand'ecco che il mio occhio cade sull'Hotel Milano... come potrebbe non avere un posto per noi?! Infatti spunta una singola che per l'occasione verrà adibita a doppia. In quale modo lo vedremo al nostro arrivo.

E' venerdì. Il tempo in treno trascorre bene. Mi sono occupata della ristorazione. Saziarci sembra essere una delle nostre maggiori preoccupazioni, all'interno di ogni nostra giornata. Panini, banane, crackers, Duplo, acqua, un po' di lettura e soprattutto tante chiacchiere. Ci divertiamo ad osservare la gente e a non farci gli affari nostri. A San Remo sbarchiamo con 25 minuti di ritardo. Se fossero stati 30, avremmo potuto chiedere il rimborso... azzz! Un tunnel interminabile separa i treni dalla città. Saliamo su uno di quei tapisrulan che dovrebbero servire ad agevolare il flusso della folla. Dopo due secondi soffriamo già di "claustrofobia" per la lentezza e decidiamo di camminare con passo sostenuto per uscirne alla fine del primo tratto. In compenso le scale mobili sono espresse!

Raggiungiamo facilmente l'Hotel Milano nonostante avessi scordato l'indirizzo in redazione... unica mia svista nel corso della "tuornèe". Ed eccoci nella stanza, grande come il mio bagno di casa. Letto a castello, lavandino, box doccia a vista, senza un'anta e che spartisce una parete con l'adiacente WaterClosed, separato dalla stanza da una porta a soffietto. Ci ridamo su. Sarà solo per due giorni e staremo ben poco in camera.

Una rinfrescata e via... verso il Festival! Siamo veramente a due minuti dal Teatro Ariston e questo è un bene. Per le strade la gente è numerosa ed agghindata con poco buon gusto. Odore di frittelle e di fast food, musica ovunque per le inizitive collaterali, dal Sanremo Off al Music Village. Fuori dal teatro della canzone italiana la folla sembra isterica, ma nemmeno troppo, da come può apparire in televisione. Non ci soffermiamo lì molto, tanto non c'è gran che da vedere. Prendiamo un aperitivo al Bar Melody, perchè ci piace il nome e ci dirigiamo a salutare il mare. E' proprio lì che incappiamo in Max Gazzè che sta facendo il sound check in un locale dal nome Big Ben, dove suonerà con Alex Britti dopo il Festival. Ci avviciniamo a Max e gli chiediamo se è disponibile per due chiacchiere. Lui sta parlando con Davide e Simone, ragazzi di Lecco che hanno dato vita alla fanzine The Groupies, ed è molto gentile. Stiamo per intervistarlo, ma lo chiamano per le prove all'Ariston. Ci dice che potremo vederci alla sera dopo il concerto. Già, peccato che abbiano smesso di suonare verso le 4 e a quell'ora noi avevamo abbandonato il campo.

Prima del concerto io e BJ, insieme ai due giovani conosciuti con Max, prendiamo posto nella sala riservata alla festa, ricevendo il benestare del gestore, dopo che gli ho spiegato che abbiamo un'intervista in sospeso. Chiaramente è tutto tranquillo finchè non arrivano i due ospiti. Da lì è il delirio. Giornalisti radio e tv, cameramen, paparazzi, flash ovunque. Max ed Alex suonano e cerchiamo di gustarci la musica, ma tra la gente presente sembriamo gli unici ad essere interessati a quello. Gli altri sono impegnati a vedere chi c'è e a farsi vedere. E così usciamo incontrando i milanesi Deasonika, già nostri amici, e si parla di musica tra giornalisti, produttori, talent scout, finchè ci sono le forze e poi a nanna.

La giornata di sabato inizia con una lauta colazione, un giro in spiaggia, uno alla ricerca di angoli nascosti della San Remo vecchia nel quartiere artistico, shopping, concerti sparsi e la scoperta che verso sera canterà in Piazza Colombo Federico Stragà. Cavoli, lo conosco! E allora chiamiamolo e vediamoci. E' un piacere vederlo sul palco. Ha una dolce eleganza e la sua figura è di una bellezza rassicurante. Lo saluto e si chiacchiera amichevolmente. Ma io e BJ non possiamo fermarci, altre avventure ci attendono. Vengo a sapere, da una fonte che non posso rivelare, che in un piccolo pub della zona vecchia suoneranno i Negramaro e così corro a prendere BJ, che è al Music Village. Ci fiondiamo ad accertare la notizia a L'Aighesè.

Ceniamo in una taverna davvero graziosa e pure economica, proprio nella zona degli artisti. Il Mulattiere, come ci racconta il simpatico gestore Antonio, è un edificio del 970 circa, e la città in antichità si chiamava San Romolo, ma per un'abbreviazione dialettale oggi si chiama così. Ci lasciamo deliziare da trenette al pesto ligure, zuppa di pesce, formaggi con pere e noci, vino rosso e un dolce al cioccolato fondente squisito. Le candele scaldano l'atmosfera tranquilla e per un paio d'ore non sembra di essere nella città del Festival. I ragazzi accanto a noi ci intrattengono un po' e poi il signor Antonio ci porta due Cd, dono di un cantante seduto al tavolo dietro al nostro, con l'invito a raggiungerlo per bere qualcosa. Caspita, sembra d'essere in un film! Temporeggiamo un attimo e concordiamo che sarebbe educato da parte nostra almeno andare a ringraziare. Ci fermiamo alla locanda ancora una mezzora insieme al cantautore Luca Lattanzio e a due suoi amici. Si è fatto il tempo di andare a prendere posto a L'Aighesè.

Entrate nel piccolo locale ci accomodiamo direttamente nel privèe. Il mio fiuto da segugio mi fa intuire chi potrebbe essere il proprietario e così lo fermo e gli spiego chi siamo, proponendo pure una data per un concerto del gruppo di BJ. I sorrisi e le gonne corte fanno il resto. Lui si dimostra cordiale e ci offre da bere. Evvai! Ci siamo conquistate il posto nel privèe. Non per manie di protagonismo, nè di vippismo, ma solamente per starcene tranquille, lontano dal troppo rumore dell'altra sala. Una chiacchiera col buttafuori, una con qualche attore o marinaio. I Negramaro arrivano alle 2.30!!! Siamo distrutte dal sonno e dal vento che ha arrossato i nostri occhi. Giuliano e gli altri ci salutano presentandosi, come se entrassero a casa nostra. Poi Giuliano si ricorda di averci già conosciute a Milano. Arrivano la torta e lo champagne. Ancora parole e parole insieme a giovani emergenti come Christian Lori, ma i ragazzi sono troppo stanchi e non suonano. Che peccato!

Il sonno ha il sopravvento. Usciamo. Fuori piove e tira vento. All'alba delle 4 ci infiliamo sotto le coperte. La domenica torniamo in spiaggia e gironzoliamo qua e là. Il risveglio della città quest'oggi è molto lento... come il tapirulan della stazione che ci riporta verso casa. E' un roteare di valigie. Salutiamo il Festival e le persone conosciute o rincontrate in tre giorni, ricordando le nostre buffe imprese.

Come ha fatto BJ a farsi la doccia con il mio liquido per le lenti? Come abbiamo fatto io e lei a scontrarci con le teste mentre camminavamo fianco a fianco? E poi la verità è che la gente sta male? Perchè tanto fanatismo per nulla di sostanzioso in definitiva? Ma noi lì che cosa ci facevamo?

Una cosa è certa, ci siamo divertite davvero! E questo è un privilegio, se stai anche lavorando...

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