Maratona di rara bellezza

"La calza" dei film del passato non si smaglia al confronto dei corti moderni, anzi, fornisce spunti di riflessione

Una maratona per chi non può ambire alla Stramilano (e non solo), quella tenutasi al Parco Sempione, all'interno del programma di un articolatissimo Milano Film Festival, la sera di lunedì 17 settembre. Evitata la rianimazione, lo spettatore ha potuto dedicarsi a una quattro ore d'animazione di rara bellezza, sia per lo scenario che per i contenuti.

PASSATO LUNGO – E' con un significativo tributo al passato a iniziare la serata di gala della forma d'arte, che forse più di tutte ha indagato il proprio rapporto con il futuro. Un ironico e commovente corto della triade Cingoli Gavioli Zavattini, La calza verde del 1961, sull'unificazione d'Italia ha avuto infatti l'onore e l'onere di porsi come riferimento  iniziale della rassegna. Ruolo banale soltanto se pensiamo che tale sia il passaggio avvenuto dalla monocromia alla polisemia pressoché totale nel cinema d'animazione dell'ultima metà di secolo. "La calza" tuttavia non si smaglia al confronto dei corti moderni, anzi, oltre a reggere egregiamente il confronto, fornisce spunti di riflessione.

FUTURO CORTO - La paura non è più quella dell'austriaco invasor e l'talia ormai da tempo non è più una grande pedana per il ballare il valzer: l'animazione contemporanea sembra piuttosto essere ossessionata da se stessa, dalla sua crescita. Il medium tecnologico fondamentale per la realizzazione di molti delle opere proiettate finisce per essere il protagonista delle stesse. L'impressione di trovarsi di fronte ad una sorta di antitesi simbiotica tra uomo e macchina è inevitabile. Così, il corto d'animazione continua a presentare le sue feconde dicotomie lungo tutta la maratona, ma mostra pure di essere una delle forme di comunicazione più futuribili, sia per le sue potenzialità di crescita, sia perché particolarmente adatta ad una distribuzione futuribile. In una serata sorprendente sino in fondo, la maratona dopo aver scosso tutte le sinapsi dello spettatore,  gli ricorda quanto può  essere efficace una storia semplice. E quanto può essere bella una storia d'amore tra i due custodi di una toilette pubblica...

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