Salone del Libro di Torino

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Libri, persone e pagine di vita

Living library e speed book: come non giudicare un libro o una persona dalla copertina

Un libro si interroga, si scandaglia fra le righe in cerca di una risposta che il racconto, la poesia, il saggio a volte possono offrire. Immaginate di avere di fronte a voi un libro vivente, in una biblioteca vivente, una living library colma di persone che, come i libri, raccontano una storia, una condizione, un nome, il loro, ma, a differenza dei libri, possono dialogare con il "lettore", curioso di sapere, desideroso di capire, a partire dal loro racconto, un punto di vista distante, un'esperienza altra, una verità diversa. Questa è l'idea pensata dal TYC (Torino Youth Center) e proposta alla Fiera Internazionale del Libro di Torino.

LIVING LIBRARY
- Un catalogo dove si può scegliere una storia vera, intensa, difficile spesso: il gay, il trans, lo zingaro, l'immigrato, solo per citarne alcune. Clichet di frequente dettati da una società che necessita di etichette per facilitarsi l'esistenza, risolvendo forse l'irrisolvibile. Questo emerge leggendo i vari libri viventi che dai clichet partono comunque per poi superarli. 93 i libri previsti in catalogo.  E, come nella lettura a volte una copertina può ingannare, nella vita quante volte una facciata, un atteggiamento, una condizione sociale fanno credere ciò che non è… Sfogliare le persone come le dita sfiorano le pagine trattenendone, nei casi più fortunati, la linfa intellettuale, indubbiamente è formativo, oltre che piacevole.

SPEED BOOK - Entusiasmante anche l'iniziativa dello speed book, sempre nello spazio Studyinpiemonte: 7 minuti, due persone e un libro che solo uno dei due deve raccontare suscitando la curiosità dell'altro. Il pubblico, a volte scettico per il limitato tempo messo a disposizione e per il doversi relazionare con uno sconosciuto, ha dovuto presto ricredersi: il faccia a faccia letterario riesce infatti a trasmettere il piacere di parlare di un libro e di condividere con qualcuno, non più sconosciuto, i 7 minuti ormai diventati pochi. "E' meglio di una quarta di copertina, anzi è una quarta di copertina vivente!", commentano in moltissimi, fra cui la nota giornalista Carmen Lasorella. Naturalmente si divaga, si finisce a parlare della Fiera, un tempo Salone del libro. "Come direbbe il noto linguista Tullio De Mauro la lingua è sempre precisa e il termine Fiera è marcatamente commerciale", fa notare un ragazzo magrebino che anima lo speed book. Sarà. Ma sarà anche che, di fronte a un'affascinante quarta di copertina, a un suggestivo incipit o a un'illustrazione curiosa, il baccano, i rumori, i prezzi, le promozioni, i poteri editoriali e il business scompaiono dietro a una virgola.

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