La verità sta nella follia

Il Sound Project "Monk" di Enrico Intra rapisce il Piccolo Teatro Studio

Forse la verità è nella follia. Pensateci: a dire la verità sono i bambini e i pazzi, poichè non hanno filtri mentali, essendo ancora incontaminati, pur nel loro mondo ermetico.
Gli strumenti musicali sono folli e si esprimono attraverso i corpi dei musicisti.

La gente entra al Piccolo Teatro Studio. Enrico Intra è al piano, avvolto da una spirale ascendente bianca, accenna "Blue Monk", "Epistrophy", sprofonda in "Straight no chesar" per finire col suo "Tribute to Monk".
Thelonius Monk non avrebbe voluto celebrazioni, avrebbe voluto essere sepolto con la sua musica affinchè nessuno la suonasse più.
Il silenzio della mente viene rotto e diventa musica in questo spettacolo multimediale che prende spunto dalla figura del grande pianista e compositore afroamericano, per affrontare il tema della "follia" come trasgressione alla norma, libertà di creazione al di fuori di ogni vincolo.
Si incontrano musica, pittura, voce recitata, azioni sceniche di varia natura realizzate secondo la logica di quello che viene definito teatro da camera.
Sul piano scenico viene rotto il diaframma tra pubblico e artisti utilizzando il teatro nella sua globalità, con una figura fissa rappresentata da Enrico Intra, al pianoforte e alla "Stockhausen" (ma con la mentalità del musicista di jazz, lontana da quella del compositore tedesco), alle percussioni Tony Arco, ai clarinetti Gianluigi Trovesi, alla voce Sabina Macculi. Alle manipolazioni in tempo reale del suono degli strumenti e della voce abbiamo visto il giovane Alex Stangoni. Ai testi volutamente nonsense, Vittoiro Franchini e ai colori, in una live-performance pittorica, nonchè regista, Gabriele Amadori.
In sostanza, l'operazione si configura come uno sviluppo del Sound Project che da quasi vent'anni Enrico Intra realizza attraverso la libera improvvisazione (in solo e in gruppo), e nel rapporto con l'immagine visiva, soprattutto filmica, ma anche fotografica e pittorica.

E tutto questo turbinio di elementi scatena riflessioni profonde che non possono che rimanere sospese, come sospesa è la scenografia, aperte a infinite e nuove possibilità.
O forse la verità sta nel suono, ma bisogna coglierla al momento giusto, dalla nascita e scagliarla lontano affinchè cresca nella solitudine di quella dimensione che guarda oltre il tempo.

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