La Democrazia dell'arte alla Biennale di Venezia

Arte dal mondo e concetto di democrazia prendono vita in laguna

Il 10 giugno si inaugura la cinquantaduesima edizione della Biennale d'Arte di Venezia dal respiro sempre più internazionale.

L'arte è da sempre espressione della natura umana nelle sue più differenti declinazioni, veicolo di messaggi senza bisogno di intermediazioni o bieche traduzioni. Oggi, in una società sempre più fatta di differenze difficilmente distinguibili, e a volte "risolvibili", l'arte non costituisce la soluzione, ma grazie all'universalità del suo linguaggio può costituire una zona franca, dove tutti possono essere uguali in nome della creatività.

TUTTA L'ARTE DEL MONDO - La Biennale d'Arte del 2007, diretta per la prima volta da un americano, Robert Storr, rivolge il suo sguardo al mondo intero. L'immensa esposizione ospita personalità, Paesi e tendenze emergenti dall'intero scenario internazionale. All'Arsenale quest'anno un padiglione dedicato all'Africa organizzato intorno ad una mostra angolana Check List Luanda Pop gomito a gomito con l'esposizione dedicata alla Turchia. Il viaggio artistico per i confini della terra prosegue per la Polonia con Monika Sosnowska, l'Israele con Yehudith Sasportas e poi a Palazzo Malipiero l'Albania, il primo Padiglione Rom a Palazzo Pisani ed infine quello dedicato al Libano che non riesce ancora a parlare di pace ma non manca a questo incontro creativo. Insomma il giro d'arte del mondo in una sola città... Venezia.

LA DEMOCRAZY ALL' ITALIANA - Il Padiglione Italiano, curato da Ida Giannelli,  Direttore del Museo D'Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, presenta due artisti nazionali: Giuseppe Penone con l'opera Scuola di linfa e Francesco Vezzoli con Democrazy. Il lavoro di quest'ultimo, due minuti di video-arte, rappresenta il modo di fare politica nel mondo contemporaneo dove la campagna elettorale è uno show e la democrazia è pazza, appunto democrazy. I protagonisti sono la star hollywoodiana Sharon Stone, che interpreta una sorta di Hillary Clinton, e il filosofo francese Bernard-Henri Lévy. Nel corto artistico mostrano come oggi l'ideologia sia morta e come per vincere in politica, o forse anche per riuscire nella vita, si debba essere belli. Insomma avere la giusta faccia, che non significa avere una bellezza genuina e naturale, ma possedere quei codici rappresentativi attraverso cui ormai l'immaginario collettivo funziona, sempre più in linea con il mondo dello spettacolo e dello star-system. In questa fittizia lotta politica vincerebbe sicuramente la Stone, soprattutto per la sua carriera cinematografica e il suo celebre film Basic Instict. Ma questa è democrazia?! E soprattutto è arte o show?!

E DOPO TANTA ARTE…- Dopo aver visitato l'intera Biennale o almeno una gran parte sicuramente si cercherà un po'di ristoro. Tra i ristoranti si può scegliere tra Vecio Fritolin (Calle della Regina, 62-041.5222881)con il tonno in crosta d'arancio, poi per un menù ancora a base di pesce il Bancogiro (Campo San Giacometto-041.5232061) con il San Pietro al forno con finferli o L'Osteria ai 4 Feri (Dorsoduro, 2754-041.5206978) con gli scampi in busera.  E per l'aperitivo o il dopocena si può scegliere tra uno spritz all'Aurora Caffè Cocktail Bar (piazza San Marco- 041.5286405), un classico bellini al Tarnowska's American Bar (Campo Santa Maria del Giglio-041.5208333) o una classica birra belga alla Taverna di Baffo (Campo San Polo-041.5208862). Per riposare dopo tanta fatica o l'Hotel Centauro (San Marco, 4297-041.5225832) in un tipico palazzo del Cinquecento oppure il bed and breakfast  Al Teatro (San Marco,2554-041.5204271)  o Al Giardino (via Altinia, 199-0415010556) in pieno centro storico veneziano.
 

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