Cous Cous Fest Milano e San Vito Lo Capo

Eventi

Il richiamo del cous cous

Milano - San Vito Lo Capo: fratelli di semola

Lui è un piatto rotondo e giramondo. Locale e globale. Simbolo di convivialità e contaminazione. È il cous cous, pietanza nobile e nomade, che dal Maghreb si è spinta fino alle siciliane coste, non dimenticando di far tappa in Medioriente (dove ha assunto il nome di burghul e tabouleh). Una ricetta meticcia, capace di onorare la propria natura (semola di grano cotta al vapore) senza mai tradire le tradizioni dei popoli che ha incontrato. E che l'hanno voluta ora col pesce ora con la carne, ora con le verdure ora con le spezie. Basta andare in provincia di Trapani, a San Vito Lo Capo, per capire: dal 21 al 26 settembre, per la tredicesima edizione del Cous Cous Fest. Vicino a un mare smeraldo. E per chi resta a Milano? Nelle stesse date, settimana a tutto cous cous al ristorante Al Ficodindia. Non lontano dalle acque del Naviglio.

A MILANO - Origini trapanesi e cuore in cucina, è lo chef Salvatore Giaramida a incocciare la semola Al Ficodindia, da martedì 21 a domenica 26 settembre. Lui che a Il Ficodindia di San Vito Lo Capo ha lavorato sul serio, prima di giungere in terra meneghina. E così il cous cous approda a Milano, in una sorta di gemellaggio lombardo-siciliano. In programma, due menu degustazione, proposti sia a pranzo (a 20 Euro) che a cena (a 40 Euro), vino della casa incluso. Per iniziare, panelle e bollicine. Poi? Cous cous di pesce alla trapanese, preparato con coda di rospo, dentice, scorfano o triglie, impreziosito da cannella e presentato a foggia di piramide o cupoletta, con brodetto ittico a corredo. E ancora, cous cous alle verdure con spiedino di agnello nonché cous cous in dolce versione (con canditi, farina di pistacchio e pinoli), arricchito con gelato al pistacchio di Bronte. Il tutto servito fra tonalità paprica e zafferano, gattopardiani drappeggi e verghiane memorie.

A SAN VITO LO CAPO - Chi, invece, volesse arrivare fino a San Vito Lo Capo potrebbe assistere in diretta al Cous Cous Fest, in questa edizione suggellato dallo slogan "What a colorful world". E un mondo di colori e sapori la bella cittadina trapanese lo è davvero nei giorni della golosa kermesse, animata dalla sfida a colpi di semola fra chef provenienti da otto Paesi dell'area mediterranea, e non solo. Ovvero, Italia, Francia, Marocco, Tunisia, Israele, Palestina, Costa d'Avorio e Senegal. A giudicare le pietanze? Una giuria tecnica e una popolare. E fra una gara e l'altra, si può far sosta alle "Case del cous cous", per un viaggio alla scoperta delle sue variegate declinazioni; partecipare a un laboratorio del gusto guidato da uno chef stellato; oppure godersi il tramonto sotto una tenda berbera in spiaggia. Fra arabeggianti atmosfere, musica, percussioni e spettacoli di danza del ventre.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati