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Il Mosnel: questione di etichetta

Design e bollicine si incontrano in Franciacorta. A Camignone di Passirano, in provincia di Brescia, dal 20 al 22 settembre

Ogni vino ha la sua etichetta, espressione di uno stile e di valori precisi. E le 360 bottiglie in formato magnum firmate il Mosnel, annata 1998, ne vantano una davvero speciale. Per crearla si è dato vita a una sorta di certame fra noti designer italiani. E l'idea di uno di loro è stata premiata. Del resto, una franciacortina cuvée di tal levatura, nata da una vendemmia straordinaria e rimasta a riposo sui lieviti per ben 10 anni meritava bene una preziosa livrea. E ora ce l'ha.

NEL SEGNO DEL VINO - Il vincitore della II edizione del Premio il Mosnel "Questione di Etichetta"? L'architetto Alberto Bovo, fondatore con Sandro Manente dell'Hangar Design Group, con sede a Mogliano Veneto ma attivo su scala globale. Che ha realizzato un'etichetta lineare, pulita, raffinata, sobria, cromaticamente coerente con la filosofia aziendale e con una grafica che ribadisce il concetto di esclusività e riproducibilità limitata, visto anche il tratto manuale apposto su ogni singolo pezzo. Insomma, un vestito di classe.

PER VEDERLO? - Basta recarsi in azienda tra il 20 e il 22 settembre, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, in occasione del Festival di Franciacorta (che si tiene nella cornice di Villa Lechi, a Erbusco). E in esposizione vi sono pure gli altri progetti in gara. Ma non finisce qui. Sabato 20 settembre, alle ore 20, visita alla cantina e "Il giro del mondo in 8 bollicine", viaggio sensoriale che parte dalla Franciacorta e attraversa diversi Paesi, in compagnia del sommelier Nicola Bonera e con corredo di gastronomiche prelibatezze (40 euro a persona, su prenotazione). Inoltre, durante i giorni del festival, possibilità di scampagnate con pic-nic, a piedi o in bicicletta, nei vigneti della maison (info e prenotazioni: tel. 030 653117).

QUELLI CHE IL VINO... - Anzitutto lo fanno. E se, a partire dal 1968, fu Emanuela Barboglio a lanciare un'azienda già di lunga tradizione enologica, oggi sono i figli Giulio e Lucia Barzanò a proseguire nell'operato. Mantenendo fermi certi diktat: attenzione all'ambiente; alta densità di viti per ettaro ma bassa resa di uva per pianta; vendemmia manuale; pressatura soffice; e massimo rispetto per il disciplinare di produzione. Ma "Quelli che il vino..." è anche uno spazio dedicato all'enoturista. Un locale su due piani, con tanto di loggiato, dove il vino è protagonista di incontri, degustazioni, cene e appuntamenti musicali e letterari. Inoltre, su prenotazione, è sempre possibile visitare la cantina, il borgo e il parco della villa.

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