I sapori e i colori dell'Abbiatense

Alla scoperta della Bassa milanese fra arte, cultura, natura e golose specialità

La mostra Rinascimento Ritrovato al Convento dell'Annunciata come occasione per scoprire segreti e virtù di un territorio ricco di tesori. 

RINASCITA DI UN CONVENTO - E' stata la lunga e minuziosa opera di restauro condotta da Pinin Brambilla Barcilon a riportare il Convento dell'Annunciata di Abbiategrasso agli antichi splendori, dopo anni e anni di incuria e fatiscenza. E così, quella chiesa e quei chiostri, fatti costruire da Galeazzo Maria Sforza nel lontano 1469 per i frati Minori Osservanti, oggi si mostrano in tutta la loro magnificente raffinatezza, trionfando nel ciclo di affreschi che incorona l'abside con le Storie della Vergine, datato 1519 e firmato dal pittore caravaggino Nicola Mangone detto il Moietta, celebre nell'ambito dei leonardeschi. Un'opera d'arte seppellita da tempo sotto i bianchi intonaci e che ora rifulge di colore, pronta a testimoniare la storia di un'epoca dalla straordinaria vivacità culturale. Epoca in cui la cittadina alle porte di Milano divenne un vero punto di riferimento. Del resto basta alzare lo sguardo e ammirare le pitture, perfetta commistione tra una geometricità e solidità di evidente stampo bramantesco e l'espressività nonché la ricerca dei gesti quotidiani tipici dei grandi maestri rinascimentali milanesi, fra cui Leonardo.

RINASCIMENTO RITROVATO - Proprio questo il titolo della mostra che fino al 20 maggio andrà a impreziosire gli spazi del complesso monumentale dell'Annunciata, con una specifica in più: Nell'età di Bramante e Leonardo tra i Navigli e il Ticino. Divisa in quettro sezioni si preannuncia ricca e interessante. Nella sezione artistica, posta all'interno della chiesa, gli affreschi del Moietta dialogheranno con altri capolavori dell'artista stesso e di pittori a lui contemporanei o di poco precedenti come Bernardino Butinone, Marco d'Oggiono, Bernardino Zenale, Bramantino e Bernardino Luini. La sezione storica cercherà di mettere in correlazione il Convento dell'Annunciata con la realtà storico-politica dell'Abbiatense, mentre quella geografica documenterà il territorio della Bassa Milanese, fatto di marcite, risaie, canali e cascine. Infine, la sezione architettonica proporrà un percorso di immagini che ricostruisce l'evoluzione nei secoli della chiesa e del convento, mettendo a confronto la singolare tipologia architettonica con altri esempi analoghi.
La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 18.30, fino al 31 marzo, e fino alle 19.30 dal 1° aprile al 20 maggio (prezzi: 6 euro l'intero, 5 euro il ridotto e 3 euro scuole elementari e medie inferiori e superiori). Info e prenotazioni: 02 43353522.

TRA NAVIGLI E MERAVIGLIE - Ecco una parte di Lombardia insolita e affascinante, lontana dalla frenesia e accarezzata da placida lentezza. Quella che conduce lungo un paesaggio incantato e incontaminato, che si dipana fra Navigli (del resto Abbiategrasso si colloca tra il punto di snodo fra il Naviglio Grande e quello di Bereguardo), campagne, cascine, ville di delizia e palazzi storici. Un itinerario rilassante e distensivo, magari da percorrere in bicicletta, viste le agevoli piste ciclabili che attraversano la pianura, oppure a bordo di un battello (info: www.naviglilombardi.it). Da non perdere, il Castello Visconteo, la basilica di Santa Maria Nuova e il quartiere di Santa Maria Vecchia, ad Abbiategrasso, nonché, poco distanti, l'abbazia cistercense di Morimondo e la Canonica di Besate. Il Consorzio dei Comuni dei Navigli organizza visite guidate e percorsi turistici (www.consorzionavigli.it, tel. 02 94921163). Ma anche MTM propone, per il sabato e la domenica, itinerari guidati con degustazione di prodotti tipici, muovendosi in pullman da Milano e in barca sul Naviglio (tel. 02 48036999).

IL FIUME AZZURRO - Si chiama anche così il Ticino, origini svizzere e finale nel Lago Maggiore. Ed è lui il protagonista di un parco che è stato il primo a nascere in Italia a livello regionale nel 1974, il Parco Lombardo della Valle del Ticino per l'appunto, affiancato più tardi dal Parco Naturale della Valle del Ticino, in Piemonte. Sta di fatto che il Parco del Ticino (com'è più comunemente definito) è una vera summa di varietà vegetali e animali. Ecco allora salici, pioppi, ontani, olmi, carpini e, nel sottobosco, mughetti, viole, pervinche e felci. Senza dimenticare le aree più aride, caratterizzate dalla brughiera. E poi c'è la fauna: 48 specie di mammiferi (fra cui volpi, tassi, donnole, scoiattoli, martore  e caprioli), 246 di uccelli (come germani reali, svassi, aironi, garzette, cinciallegre, picchi, merli, fringuelli, usignoli, fagiani, allodole e pavoncelle) e una nutrita fauna ittica. Tre i centri parco più prossimi ad Abbiategrasso: Colonia Enrichetta, La Fagiana e Geraci. Info: 0331 662911.

SOSTE GHIOTTE - E dopo natura e cultura, anche la fame va assecondata. Tanto, le specialità non mancano di certo. Anzi, il Consorzio Parco Lombardo Valle del Ticino ha istituito un marchio di tutela a difesa della salute, dell'ambiente e dell'uomo. La sigla Parco del Ticino - Produzione Controllata è infatti destinata a tutte quelle aziende che adottano tecniche agricole rispettose del paesaggio. Due le etichette che compaiono su riso, farine di mais e frumento, salumi, formaggi, orzo e miele: quella blu, a indicare prodotti da agricoltura integrata, e quella verde, per gli alimenti da agricoltura biologica. Da acquistare in ben 22 aziende, ma pure da provare nelle ricette proposte dai templi gastronomici della zona. Qualche assaggio? Cascina Caremma, a Besate, con tanto di ristorante, camere e centro benessere; Agriturismo Bosco Delizia, a Robecco sul Naviglio, celebre per la bontà di carni e risottini vari; Antica Osteria Del Ponte, a Cassinetta di Lugagnano, regno stellato di Ezio e Renata Santin; e Agriturismo Cascina Bullona, a Pontevecchio di Magenta, dove assaporare golosità come mortadella di fegato, pancetta e insaccati locali, morbidi risotti e succulenti secondi piatti. Per quanto riguarda il dolce, invece, la tappa d'obbligo è alla Pasticceria Besuschio ad Abbiategrasso: 160 anni di storia  e dolci da leccarsi i baffi come la Pagnotta di Fràa (farina bianca e gialla, miele e fichi), la Tegola di San Bernardino (sapiente miscela di farina di mandorle, nocciole e burro fresco, a ricordo del recupero del tetto della chiesa della città) e il mitico pan meino.

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