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Gran Gala della Birra

Una serata alla scoperta della bevanda più vivace che ci sia

Gli uomini preferiscono le bionde. Ma non si dimenticano delle more e delle rosse. L'importante è che siano spumeggianti al punto giusto. Stiamo parlando delle birre ovviamente, freschissime creature estive che regalano al palato un momento di delizia. Tanto, ce ne sono per tutti i gusti (amare, dolci, acidule e asprigne), di varie tonalità (oro, ambrate e scure) e per ogni momento della giornata (alla mattina è meglio un'aromatica weizen mentre per l'aperitivo è preferibile una luppolata pils dai riflessi verdognoli e dalla schiuma compatta). Un mondo complesso quello della bevanda nata dalla fermentazione del malto, capace di tenere testa al celebratissimo vino.  Ed è per festeggiare la rivalsa di Cerere su Bacco che giovedì 13 luglio si tiene il Gran Gala della Birra al Four Seasons Hotel Milano. Protagoniste le birre di due noti marchi come Malheur e InBev, sapientemente abbinate alle ricette realizzate dallo chef Sergio Mei: prelibatezze sopraffine anch'esse riverenti l'insolita presenza di madama cerveza.

APERITIVO - Inizio brioso con un aperitivo-degustazione a ritmo di Malheur Cuvée Royal 9°, Malheur Brut 11°, Beck's 5°, Franziskaner Hell 5° e Beck's Next 5°. Giusto per familiarizzare con il prodotto. Poi, per sciogliere dubbi ed elargire curiosità c'è Franco Re, il massimo interlocutore italiano nel settore, visto che nella sua Università della Birra di Azzate, in provincia di Varese, (via Mascagni 14, tel. 0332 458676) non solo si assaporano ottime birre spillate e in bottiglia, ma si tengono corsi teorici e pratici sulla fresca figlia dei cereali.

NEL PIATTO - Raffinato indubbiamente. Originale sicuramente. Il menu della serata si preannuncia intrigante: moscardino affogato alla birra bionda con purea di patate, battuto di prezzemolo e uovo di quaglia (Hoegaarden 4,9°); gamberi rossi con lardo affumicato, cavolini di Bruxelles, carotine novelle, vinaigrette alla birra e nocciole tostate (Stella Artois 5,2°); tortelli con Caciocavallo ragusano, pomodori secchi Pachino e finocchietto selvatico con zabaione alla birra e grattuggiata di moro toscano riserva (Leffe Blonde 6,6°); girandola di anguilla e salmone affumicato con spinaci e zuppa di patate allo sciroppo di birra (Franziskaner Dunkel 5°); sorbetto di birra e gazzosa; ganascino di manzo grasso di Carrù alla birra scura con caponata di verdure e farinata di riso (Leffe Vieille Cuvée 8,2° - Malheur 12°), frolla di farina gialla e grano saraceno con semi di cumino, ricotta pistacchi, cioccolato e gelatina alla birra (MalheurBrut 11°) e, per bissare la dolcezza pralineria alla birra.

SAPERNE DI PIU' - Malheur è un marchio esistente dal 1997, quando la famiglia fiamminga Landstheer decide di produrre artigianalmente birre speciali ad alta fermentazione e gradazione. Ma è dal 2001 che viene adottato il metodo delle maisons de champagne: dopo una prima fermentazione e maturazione in Belgio, la birra viene spedita nello Champagne per una seconda maturazione in particolari botti di legno. Il risultato è quello di ottenere delle birre vive, che e volvono nel gusto e per questo possono essere soggette a invecchiamento. Inbev è invece il più grande produttore di birra al mondo con ben duecento marchi fra cui le note Stella Artois, Beck's, Leffe e Brahma.

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