Giorni di vini

Vinitaly: novità, chicche e curiosità dal mondo dell'enologia

Riecco Bacco. Protagonista come sempre del Vinitaly, manifestazione ormai giunta alla quarantatreesima edizione. In quel di Veronafiere, dal 2 al 6 aprile. Le novità? Tante. Tutte da scoprire. Noi, intanto, vi diamo qualche assaggio.

NUOVI STILI - Celebre per la produzione di Amarone, la veronese maison Gerardo Cesari propone (al pad 5, stand F5) un Lugana dal nuovo volto, più strutturato e complesso. Si tratta del Centofilari, tralcio di vite a caratterizzare il packaging e nome giunto dritto dritto dai cento filari destinati alla sua produzione, nella vigna tra Pozzolengo e Peschiera del Garda. Dove crescono le viti di turbiana, il vitigno autoctono che dà origine a questo nettare nato da una lenta e accurata vendemmia e da una vinificazione in pressatura soffice. Un vino dal colore paglierino brillante, dalle note floreali e fruttate e dalla buona mineralità. Produzione sartoriale e limitatissima, invece, per il noSO2, il Prosecco senza anidride solforosa firmato Bisol (pad 7, stand E7-E8), frutto di anni di studio e sperimentazione. Bollicine preziose e delicate, protette da una bottiglia avvolta in un foglio di alluminio. Al massimo riparo dalla luce.

NUOVA FILOSOFIA - Quarant'anni e un'immagine all'avanguardia. Il gruppo Fantinel presenta (al pad 6, stand C6) le sue anime friulane: le due linee La Roncaia e Borgo Tesis, vivacizzate da un brio tutto nuovo e da etichette di grande impatto. E se da un lato La Roncaia punta alla valorizzazione dei singoli cru e dei vitigni autoctoni, promuovendo l'Eclisse (uvaggio di sauvignon blanc e picolit), il Friulano, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Cabernet Sauvignon, il Merlot e le due docg Picolit e Ramandolo, dall'altro, Borgo Tesis si arricchisce delle referenze di Sauvignon, Friulano e Cabernet Franc, nonché di un'etichetta dalla grafica moderna e minimale, con la "F" di Fantinel, Friuli e Famiglia a enfatizzare i valori del marchio. Che non dimentica la solidarietà, con il Celebrate Life Merlot: per ogni bottiglia acquistata di Merlot Grave doc il gruppo vinicolo devolve un dollaro a favore dall'Iimsam, associazione intergovernativa dell'Onu, impegnata nella lotta alla fame nel Terzo Mondo.

CHICCHE D'UVA - La bottiglia più trendy dell'enokermesse? L'Otello Dry² delle parmensi cantine Ceci (pad 1, stand C16): uno spumante racchiuso in una bottiglia quadrata, impreziosita dai gioielli di Rosato (Mariella Burani Fashion Group). E accanto a lui ci sono pure l'Otello Nero di Lambrusco, il Desdemona Brut (da uve malvasia, riesling e pinot nero) e il S.St 9, brut rosé da uve lambrusco e sangiovese vinificate in bianco. Da provare anche il vino cotto dall'abruzzese Cantina Tollo (pad 11, stand G2), dal colore ambrato, dai sentori di uva passa, mallo di noce, fichi secchi, carruba e liquirizia, e dal sapore caldo e suadente. Ottimo a corredo del parrozzo e delle neole. Attrici con altre tipicità delle degustazioni presso lo stand, che per quest'anno ha scelto di proporre la cucina del silenzio, ovvero i mangiari poveri al tempo degli eremi della Maiella. In abbinamento ad altri nettari della casa, come l'Hedos, Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo e il Cagiolo, pluripremiato Montepulciano d'Abruzzo.

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