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Fuori porta: Lodigiano da mangiare

Nella campagna lombarda alla scoperta di golose specialità, dal 1 ottobre al 10 dicembre

"Veniva a piedi da Lodi a Milano per incontrare la bella Gigogin", recitava una vecchia canzone. E noi facciamo l'inverso, scegliendo di scoprire un territorio al confine con il capoluogo lombardo. Una terra ricca e generosa, dove la campagna è protagonista e la genuinità fa da bandiera. Dove la gente è cordiale e la buona tavola è un'irresistibile tentazione. Della serie: la quiete a pochi passi dalla frenesia meneghina.

LA RASSEGNA GASTRONOMICA DEL LODIGIANO - Cinquanta i soci, tra produttori, aziende artigiane, ristoranti, enti e associazioni. Uno il comun denominatore: la Strada del Vino di San Colombano e dei Sapori Lodigiani. Un percorso di circa sessanta chilometri in cui il turista può ammirare bellezze e assaggiare prelibatezze. Pertanto, ecco borghi, ville, cascine e luoghi inaspettati che offrono il loro paniere di cultura, natura e ottime specialità. Da assaggiare durante la lunga rassegna in scena dal 1 ottobre fino al 10 dicembre. Venticinque i ristoranti che aderiscono alla succulenta iniziativa per un totale di oltre duecento piatti diversi, declinati in menu creati ad hoc per l'occasione. Ci sono le proposte personalizzate di ogni locale (dai 29 ai 35 euro), oppure i menu "Antichi sapori" (18 euro, acqua, vino e caffè compresi), o ancora i menu alla birra, in cui ogni portata è pensata per l'abbinamento a un boccale di bionda o rossa rigorosamente artigianale.

BONTA' FIRMATA - Sono tanti, gustosi e, soprattutto, siglati. molti dei prodotti tradizionali proposti durante la manifestazione portano il marchio di qualità Lodigiano Terra Buona, proprio a garanzia di un'eccellenza tutta da mangiare. Una piccola anticipazione? Il lardo venato, il salame, il cotechino, il salame cotto, il pannerone, lo stracchino classico, il grana tipico lodigiano e la sua sfogliata versione, la raspadüra, e la dolce tortionata, magari con tanto di crema alla vaniglia al seguito. Senza dimenticare il vino San Colombano doc nelle tipologie rosso vivace, fermo, riserva e bianco, nonché la spumeggiante birra del Birrificio Lodigiano. Anzi le spumeggianti, viste le numerose varianti: una rossa doppio malto di colore ambrato, una bionda tipo pils, una weizen (da malto di frumento e orzo) e una chiara ottenuta da mais di fliera.

TIPICITA' A TAVOLA, E NON SOLO - Sebbene rivisitati dal tocco personale di ogni cuoco, ecco le leccornie proposte in menu: crostone di polenta con stracchino classico, ravioli con zucchine, ricotta e mandorle, stracotto di manzo e poi salumi, formaggi, risotti, bolliti, arrosti di maiale e crostate fatte in casa (con le mele, le pere e le marmellate). E dopo un buon pasto è il territorio a chiamare all'appello i buongustai con visite in cantina, concerti, spettacoli e altri eventi. Inoltre, grazie a "Sabati e domeniche in visita a...", ricco è il carnet dell'intrattenimento: itinerari culturali guidati e gratuiti alla volta dei principali musei, beni architettonici e aree naturalistiche.
La prenotazione è obbligatoria (tel. 0371 442285) per le escursioni in pullman (I castelli del Basso Lodigiano, domenica 8 ottobre, e Ville e palazzi nell’Alto Lodigiano e dintorni, domenica 12 novembre) e per quelle con accesso regolato (come la visita all’Archivio Storico Diocesano, sabato 18 novembre). 

Info: tel. 0371 428413, http://www.rassegnagastronomica.it

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