Festival internazionale di cinema d'arte

Fuoriporta a Bergamo alta: immagini d'arte con Marcello Mastroianni

ORGOGLIO NAZIONALE - Serata specialmente italiana: mentre i nostri giovani atleti azzurri annientavano l'Ucraina, un simpatico nonnetto dai tratti conosciuti teneva alto l'onore di essere italiani.

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA D'ARTE - Arte nell'arte in queste serate nella mediovale Bergamo Alta: tre location stupefacenti (Piazza Vecchia, Chiostro di S.Francesco ed ex Ateneo) per accogliere un Festival in grande crescita, che propone proiezioni sull'arte e non. Festival che quest'anno è sceso in piazza raccogliendo la sfida dei rumori e del vociare dei passanti pur di rivendicare l'arte ed offrirla alla fruizione gratuita del maggior numero di pubblico possibile. Nel Chiostro di S.Francesco tra il rifrarsi della luce nei portici di mattoni a vista e sulle colonne, l'immaginario collettivo si è riempito, venerdì 31 luglio, di una carrellata di sequenze filmiche, di personaggi, di suggestioni che hanno regalato al cinema italiano alcune delle sue migliori opere e uno dei suoi più grandi attori: Marcello Mastroianni. "Mi ricordo, sì, mi ricordo" film-omaggio a Marcello Mastroianni girato dalla sua ultima compagna Anna Maria Tatò.
Prima solo un ombra scandisce una litania di ricordi frammentati, poi eccoci di fronte al Marcello nazionale, bianco e serafico, leggermente abbronzato, con qualche rughetta in più, pieno di cose da raccontare, di insegnamenti da tramandare nei suoi fiorenti 72 anni: l'uomo, quello vero, inevitabilmente diverso rispetto all'idea che di lui ci eravamo fatti sulla base dei ruoli che ha interpretato.

LA VITA - Seduto in un giardino, sulla panchina di un parco, su un'auto in viaggio rivolge degli Occhi scuri smaliziati, raddolciti dall'età, dritti allo spettatore, facendolo sentire all'interno dello schermo, con lui fisicamente in quel giardino, su quella panchina, su quell'auto. Un dialogo confidenziale con un tenero ed affettuoso nonno, di quelli che raccontano della guerra, che si lamentano perchè la memoria vacilla. Un uomo la cui voce di attore, impostata, calda e profonda affascina e trasmette la favola magica di vita che solo i vecchi saggi con la loro esperienza sono capaci di dipingere come un quadro davanti ai nostri occhi.
L'infanzia, l'adolescenza, l'amore, gli amici, gli incontri, il lavoro, le cose che non contano molto e soprattutto le cose che invece contano davvero, la genuinità di un uomo i cui occhi ancora sanno diventare lucidi di fronte ad un paesaggio di montagna.

CARISMA E SIMPATIA - Quello che rimane identico del Marcello che conosciamo è la personalità, il carisma che lo contraddistingue e quella spiccata ironia, quella naturale simpatia romanesca, geniuna, vera, capace di far sorridere e ridere di gusto per tutta la durata dei 90 minuti di proiezione.

VITTORIA - D'un tratto l'incanto cinematografico svanisce, anche la partita è finita con successo, lo schermo diventa buio, ma sopra le teste degli spettatori si delinea un'altra magnifica proiezione: un estivo cielo stellato, incorniciato dal quadrato superiore del perimetro del porticato, dove questa sera sembra proprio che una stella brilli più delle altre.

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